Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
7 Gennaio Gen 2012 1934 07 gennaio 2012

Per tornare a crescere non esistono scorciatoie, bisogna combattere i free rider. Tutti

Una analisi dei dati dell’ultimo decennio di vita del nostro Paese ci dice come abbiamo assistito ad una progressiva paralisi economico (bassa crescita), istituzionale (nessuna riforma), con spesa pubblica non efficiente ed in crescita come raccontato, da angolature diverse, da tanti analisti tra cui in particolare Luca Ricolfi, Gabrio Casati e Claudio Siciliotti.

Per far tornare i conti si e' continuato, salvo episodi come l'abbassamento dell'aliquota IRES nel 2006, ad alzare le imposte, sui soliti che le pagano, mentre si è chiuso un occhio, per motivi elettorali e di consenso politico di breve, sui free rider ed i "protetti". Un sistema elettorale che dava e da potere di blocco a minoranze lobbistiche ed una contrapposizione politica lontana dai problemi ed attenta ad interessi di pochi organizzati, ha portato a paralizzare il sistema. Tasse sui produttori, inefficienze e debito. Un mix mortale.

Questo sistema è fallito ed ha portato alla crisi di crescita che viviamo. Un paese che non cresce, molto indebiatato e che ha tirato completamente la leva fiscale è poco credibile. Bisogna invertire rotta e fare quello che la Germania ha fatto nel decennio passato. Tornare ad essere competitivi con un percorso riformista.

La crisi dell'Euro non è solo un problema italiano è, certo, anche un problema di governance Europea. Per chiedere alla Germania spirito europeo e di impegnarsi concretamente a costruire una vera Europa unita, con una Banca Centrale vera e quindi una vera moneta, bisogna che il Governo Monti faccia capire che facciamo sul serio sulla crescita.

Bisogna che il Governo promuova (e che la società civile appoggi) con forza e decisione un cambio di passo radicale. Un big bang nella revisione del funzionamento dello Stato e dei suoi sprechi, oltre che agire con decisione per favorire la concorrenza. Insomma basta con i free rider e con il debito pubblico. E' una spirale che ci impedisce di crescere.

Sul tema degli sprechi, ad esempio,un commento ad un mio post ricordava come in Calabria ci siano circa 11.000 operai forestali, ciascuno dei quali ha 56 ettari da curare; in Friuli ci sono, invece, 50 operai forestali (di cui 20 fissi e 30 stagionali) ciascuno dei quali ha 7.000 ettari di bosco da curare e di come fatte le debite proporzioni, se la Calabria dovesse adeguare il corpo forestale ai parametri friulani, dovrebbe disporre di 56 operai forestali. 10.950 "finti forestali" non sono tollerabili, come l'evasione fiscale dei nullatenenti “con il SUV”. Sono due facce della stessa medaglia.


Non esiste l’opzione secessionista se fallisce l'aggancio all'Europa. La secessione tra Nord e Sud Italia non sarebbe certo meno traumatica, specie per la classe media, di quello che stiamo vedendo a livello europeo in questi giorni.

Per tornare a crescere e salvare l’Italia e l’Euro(pa) bisogna combattere i free rider, tutti, siano evasori fiscali, “finti forestali”, oligopolisti o membri di caste varie. Non esistono scorciatoie.

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