Marta che guarda
9 Gennaio Gen 2012 2140 09 gennaio 2012

Piccolo Blu e Piccolo Giallo, di Leo Lionni

A leggere libri per bambini incappi a volte in capolavori.
Uno dei libri più belli della storia di tutti i libri dell’infanzia di tutti i tempi (fino all’infinito e oltre), oltre a quasi tutti quelli di Gianni Rodari, a molti di Roberto Piumini e anche di Thé Tjong-Khing, e a tutti ma proprio tutti quelli di Bruno Munari, uno dei più belli dicevo è Piccolo Blu Piccolo Giallo, scritto e disegnato da quel genio di Leo Lionni, artista e illustratore e inventore di storie adatte ai bambini dai 2 ai 99 anni.
È una storia che insegna che cos’è l’amicizia, ma anche che a volte le cose più belle possono non essere capite perfino da chi ti ama, insegna che ogni incontro con chi è diverso ti trasforma e ti regala colori nuovi e una intima ricchezza che diventa perfino contagiosa se solo hai voglia di guardarla, accettarla e farla tua.
Qualche giorno fa ho trovato su Youtube un piccolo e prezioso video che ti fa sfogliare questo libro accompagnandolo con una musica dolcissima e malinconica che ne amplifica i significati.
L’ho mostrato a Ettore, mio figlio di tre anni, e da allora lui si addormenta solo se prima ci sdraiamo insieme nel suo letto e ci perdiamo nell’incontro di Piccolo Blu e Piccolo Giallo, se partecipiamo ai loro giochi, se piangiamo le loro lacrime colorate, se sorridiamo sollevati del lieto fine della storia.
È un video che mostrerei volentieri a Umberto Bossi, a Calderoli e a tutti quegli orribili xenofobi spaventati dal diverso che se va bene scrivono bestialità contro i neri su facebook e se va male vanno in giro a sparare ai senegalesi.
Lo farei vedere al professore che nega la Shoah e all’assessore di Lecce che insulta Nichi Vendola per la sua omosessualità.
Ma siccome con loro non servirebbe a niente, ché ormai è tardi e una testa ottusa non la cambi nemmeno a cannonate figurati se ci riesci con la poesia, regalerei il libro, o mostrerei il video, a tutti i bambini italiani che vanno incontro a una società multi etnica e dai mille colori perché la vivano come una ricchezza, una fortuna, un dono e non ne abbiano mai paura.

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