Il picchio parlante
10 Gennaio Gen 2012 1113 10 gennaio 2012

Privatizzare la Rai? No, restituiamola al pubblico

"Mi dia ancora qualche settimana e lei vedrà"! Con queste parole il Presidente del Consiglio Monti rispondeva alla domanda di Fabio Fazio sulla possibile privatizzazione della Rai. Da quando sono stati chiamati a dirigere il Paese, non rientrava tra gli obiettivi principali, ma appena avrà il tempo necessario, questo esecutivo concentrerà le proprie forze anche su una possibile riforma della TV di Stato. Di pubblico però, v'è rimasto ben poco, ovvero solo i contribuenti, che versano -da quest'anno- 112 euro annui per finanziare un servizio pubblico che non li rende affatto partecipi, se non quando c'è da eliminare qualcuno dai reality show (anche se questo servizio credo che richieda quasi sempre un costo aggiuntivo). Eppure è proprio grazie a questa forma di ricavo che l'azienda di viale Mazzini continua a registrare ingenti introiti; nel 2010 infatti, ben 1,6 miliardi di euro sono stati incassati grazie al canone, arrivando quasi a 3 miliardi con le sponsorizzazioni varie.

Spesso abbiamo sentito che si tratta di una "tassa inutile", che bisogna "privatizzare la Rai" perchè si tratta di un "carrozzone pubblico" che fa acqua da tutte le parti. Ma a mio parere chi sostiene questa necessità non è al corrente della realtà! La Rai infatti, è stata già privatizzata nella direzione delle scelte, essendo affidata ad un ristrettissimo numero di persone che rispondono ai diversi interessi dei partiti presenti in Parlamento, che di fatto decidono le persone che andranno ad occupare le poltrone da dirigente, chi mandare in onda ed a quale prezzo, chi non è più meritevole -perchè troppo scomodo- di esprimere le proprie opinioni sulle reti pubbliche. Ed i cittadini hanno assistito impotenti di fronte a questi scempi! Se non fosse stato per un rinvio a giudizio, probabilmente l'ex direttore di quello che era il primo telegiornale sarebbe stato ancora al suo posto, pur avendo contribuito a farlo scendere ai minimi storici in termini d'ascolto. Eppoi come è possibile che determinati programmi di successo, che hanno il loro grande seguito e contribuiscono a recuperare notevoli sponsorizzazioni, hanno grandi problemi a vedersi rinnovare il contratto, o hanno già dovuto migrare verso altre emittenti?

Il gruppo facebook "La RAI ai Cittadini-MoveOn Italiano" da tempo ha avanzato l'ipotesi che il comitato di redazione venga sottratto dalle grinfie dei partiti ed affidato alle diverse categorie di consumatori ed associazioni varie, trovando nel tempo voci autorevoli a sostegno di questa battaglia. Il ragionamento è sin troppo semplice. Io cittadino, che pago il canone, sono a tutti gli effetti un socio-finanziatore di questa azienda, e pretendo quindi di avere voce in capitolo su chi mandare in onda, di scegliere il palinsesto dei programmi e di non rinnovare più il contratto alle persone che non sono meritevoli. Estendendo le scelte il più possibile, avremmo sicuramente un servizio pubblico che risponderà agli interessi dei cittadini ed avrà in questo, anche un grandissimo punto di forza in più per contrastare la concorrenza Mediaset-La 7. Ecco quale sarebbe il modo migliore per ridare dignità a quella che è stato un fiore all'occhiello di questo Paese, e che un articolato gioco d'interessi ne ha screditato l'immagine negli ultimi anni. Anche perchè, col privatizzare la RAdiotelevisione Italiana si potrebbe finire col fare il solito regalo all'imprenditoria italiana, ovvero regalando ad essa gli utili ed accollando i debiti alle casse pubbliche: il caso delle Ferrovie dello Stato, tanto per fare un esempio, funge da testimone a riguardo!

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