Saro Capozzoli
Bussola cinese
11 Gennaio Gen 2012 0013 10 gennaio 2012

Gli Yacht di Ferretti ai cinesi: un’altra disfatta del made in Italy

Ecco un altro pezzo importante della nostra tradizione ed industria che se ne va, lasciando l'Italia più povera di prima.

In questi giorni leggo alibito i resoconti dell'operazione che ha permesso alla cinese Shandong Heavy Industry Group-Weichai Group di acquistare il 75% del gruppo Ferretti per promuovere meglio la vendita di yacht di lusso in Cina...

La Shangong Heavy Industry è una grande azienda statale cinese che produce veicoli commerciali e per l'edilizia, la costruzione e alcuni componenti per l'automotive. Sono anche produttori di motori diesel, di trattori e certamente non sono noti per aver varato alcuna nave o barca. E' certamente l'azienda è nota per produzioni di serie di componenti industriali piuttosto che a occuparsi di produzioni di prodotti altamente tecnologici e tanto meno con una forte impronta di design e di pezzi unici, quasi artigianali.

Ho visitato diversi cantieri navali di alta gamma in Italia e quello che mi ha colpito di più è il fatto che proprio per le varie personalizzazioni dei prodotti, il lavoro dell'artigiano locale è fondamentale, svolto da micro aziende fornitrici locali italiane e quindi difficilmente trapiantabili in Cina.

Da qui la mia perplessità su questa operazione che arriva dopo anni di errori e di finanza opportunistica che ha spremuto quello che era divenuto per molti un limone da sfruttare.

Sono oltre 10 anni che analizzo il mercato degli yacht in Cina e mi chiedo dove li metteranno questi mezzi di lusso dato che le marine, che si possono definire tali, si possono contare sulle dita di una mano.

Il cinese che vuole ostentare ricchezza compra una Ferrari o al limite un aereo privato che potrà utilizzare e mostrare normalmente, ma in un mare che in Cina è praticamente militarizzato e non si può navigare come si vuole da un porto all'altro ma neanche appena fuori un porto, mi chiedo allora come si pensa di sviluppare l'azienda considerando il mercato cinese (stiamo parlando di poche decine di yachts in confronto ai migliaia del mercato europeo).

Questo mi fa sorgere il sospetto che quello che si vorrà fare è di produrre yachts per il mercato europeo e americano spostando via via le produzioni in Cina e standardizzandole per poterle gestire come gestiscono la produzione di assi per trattori o di altro.

Possibile che non c'era un altro modo per salvare un'azienda così importante, nota in tutto il mondo come un riferimento per il lusso? dove era la finanza che salva Ligresti e gli amici degli amici ma manda alla malora il meglio delle nostre imprese e il tessuto produttivo reale del paese?

L'azienda cinese ha fatto sapere che aiuterà la società cantieristica italiana a rafforzare la distribuzione, soprattutto nel mercato cinese. La Weichai Group pagherà 374 milioni di euro per la partecipazione in Ferretti.

"La Cina è uno dei Paesi in più rapido sviluppo nel settore dello yachting e ha un enorme potenziale per i prossimi cinque, dieci anni", ha detto il presidente della società italiana, Norberto Ferretti. "Sviluppare il business degli yacht è uno degli obiettivi strategici del gruppo nei prossimi cinque anni", ha confermato in un comunicato il presidente della Shig-Weichai Group, Tan Xuguang.
L'accordo fa parte di una ristrutturazione del debito del gruppo Ferretti, colpito dalla crisi globale del 2008 e da un declino di domanda di yacht di lusso. Ferretti ha cinque cantieri navali in Italia e a Miami e dà lavoro a quasi 2mila persone. La Shig-Weichai Group, con sede nella città orientale di Jinan, produce veicoli commerciali, macchinari per l'edilizia e altre attrezzature industriali. Nel 2009 acquistò la francese Moteurs Baudouin.

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