Gesellschaft
20 Gennaio Gen 2012 1047 20 gennaio 2012

Il movimento dei forconi ostaggio della retorica neofascista

Duole dirlo, ma il movimento che ha preso piede in Siclia e che ora comincia ad espandersi anche in Calabria, Puglia e Lazio ha una bacino palesemente di stampo neofascista.
Duole perchè la protesta partita dagli agricoltori in poche ore sta subendo una forzatura, una distorsione, sia simbolicamente che dialetticamente. Duole dirlo perché la rabbia che c'è è palpabile e qualcuno non ha esitato a spingere la mobilitazione su un versante che definire pericoloso è poco.
Fasci, fascisti, camerati, littoriani sono solo alcuni dei gruppi che, lentamente, stanno facendo da sfondo alla protesta.

Gruppi come Gioventù Italiana del Littorio nelle ultime ore hanno cominciato a pubblicare nomi e cellulari dei responsabili regionali del movimento.

Ma mentre cominciavano le condivisioni, Pasquale Videtta dal suo blog ha subito fornito i curricula politici delle persone "responsabili" del movimento.

E non è solo il caso di Antonio Mariani, per chi volesse approfondire a questo link i CV politici degli altri responsabili regionali.
Per far fronte al chiacchiericcio circa le mobilitazioni il movimento cerca, forse con pochi risultati, di arginare le "infiltrazioni". Ma dalla pagina ufficiale del movimento arrivano status poco rassicuranti, soprattutto quando è l'appellativo "camerata" ad aprire il comunicato stampa di Forza Nuova sulle ipotetiche strumentalizzazioni.

E le immagini postate dai gruppi che alimentano la protesta e la mobilitazione hanno un simbolismo politico che non permette dubbi di sorta.

Il movimento sta comunque ricevendo proseliti. Ieri sera la trasmissione Servizio Pubblico condotta da Santoro attraverso un collegamento con la Sicilia Ruotolo ha mostrato il "volto buono" del movimento.

Davanti alle domande di Sandro Ruotolo sulle infiltrazioni mafiose e neofascite l'esponenente del movimento chiamato a parlare ha risposto sulla questione Mafia ma ha "nicchiato" davanti alle evidenti manovre di stampo neofascista.
Eppure bastava andare su Youtube e scrivere "forconi+Forza Nuova" per ricevere come output il discorso di Martino Morsello leader del movimento dei forconi.

Il movimento è ormai inevitabilmente "ostaggio" di questi gruppi. Vedere interviste, come quella di Servizio Pubblico di ieri sera, spingere sul pedale dell'agricoltore e papà di famiglia che non arriva alla fine del mese può apparire una operazione sensata giornalisticamente e socialmente ma distorta sul piano dell'approfondimento politico.
La mobilitazione si sta dotando di una retorica legittima sul piano delle rivendicazioni, ma che lentamente si sta macchiando di un ideologismo malsano fatto di saluti romani e di rimandi a nostalgie del ventennio.
Un movimento che ha dunque un frame politico piuttosto evidente e che, al di là delle questioni sulle infiltrazioni mafiose, si è dotato di una base fatta di agricoltori, braccianti e autotrasportatori.
Tutti a ripetere come un mantra la parola rivoluzione ma che a guardar bene nella sua concretezza politica si sta trasformando in una anacronistica e direi grottesca "marcia su Roma".


Aggiornamento ore 14:15 venerdì 20 gennaio:

Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova ha dichiarato che: “Dopo l' incontro fra alcuni esponenti degli autotrasportatori e dei Forconi con i militanti della nostra sede cosentina, Forza Nuova e' orgogliosa di poter dare tutto il supporto politico e operativo a questa grande protesta”.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook