Gengis
23 Gennaio Gen 2012 1215 23 gennaio 2012

Il perimetro magico del debito pubblico

Il perimetro del debito pubblico. Esoterico quasi quanto il cerchio magico. Ogni tanto capita che ci si accordi per una qualche formula alchemico-contabile. Così potente da far sparire gli oggetti . Capita così che ci siano cose che sono dello Stato ma stanno fuori del perimetro. Un po’ come Maroni col cerchio. La Cassa Depositi e Prestiti, ad esempio, è Stato al 70% ma sta fuori; e suoi equivalenti altrove in Europa pure. Il che può essere utilissimo, se non provvidenziale. Se riesci col suo aiuto a spostare un pezzo di debito fuori del perimetro quel debito non e’ più, tecnicamente, debito “pubblico” (statale). Grazie alla formula hai contabilmente “ridotto” il debito e dovrebbe riuscirti più facile di (ri)finanziarti vendendo titoli di Stato o altrimenti. Un po’ come se la Signora Gina non riuscisse nemmeno ad entrare in banca per quanti debiti si porta sulla schiena; e di colpo la ricevessero dopo che li ha sbolognati in blocco a sua figlia.
Dice il Corriere che adesso il Governo sta meditando di usare la formula e farne filtro magico. Prende i gioielli di famiglia e li vende alla Cassa Depositi e Prestiti; e coi soldi che ne riceve si ripaga un pezzo di debito pubblico. Aumenta il debito fuori del perimetro (che presumibilmente la Cassa per comprare qualche soldo dovrà farselo prestare); e lo usa per ridurre il debito dentro il perimetro.
Dice il padrone che se lo fa finisce che casca persino l’opposizione padanica. Che riuscire a ridurre il proprio debito comprando da sé stessi è senz’altro ed esclusivamente mestiere per tecnici.

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