Quello che non c’è
25 Gennaio Gen 2012 1415 25 gennaio 2012

Quello che non c'è: Italia=Schettino=Tu

Fino a quando, Milano, abuserai della mia pazienza? Quanto dovrai esasperarmi prima che io esploda in un impeto e assalto di rabbia e fame di giustizia?

Agli onori dei giornali, la tragedia della Costa Concordia, la derisione sulla pubblica gogna del Capitano Schettino, la celebrazione degli eroi burocrati. Ma gli eventi sono metafore, e le metafore bisogna saperle leggere.

Schettino siamo noi, anzi, siamo peggio di Schettino: pensiamo agli affari nostri e ce ne sbattiamo del prossimo, sempre; non siamo in grado di portare pazienza a un semaforo, in fila al supermercato, mentre l'auto davanti parcheggia; critichiamo gli evasori e ci vantiamo di non pagare il canone da sempre; siamo peggio del peggior codardo, perchè non siamo nemmeno capaci di un dignitoso, per noi, silenzio.

La nazione, la città di Milano, sono esempi imbarazzanti di un popolo che ormai pensa collettivamente, non un'identità di pensiero comune, ma un solo cervello imposto e spartito tra 57 milioni di sinapsi neutre influenzabili attraverso espressioni mediatiche di dubbio valore. L'ambizione/interesse a creare il panico: con la rivolta dei camion, quando i supermercati sono pieni ci mostrano foto di repertorio di negozi vuoti, con un terremoto meneghino che certo non è da prendersi sottogamba, ma pure è inutile allarmare gli ingenui e i deboli.

Come nel caso Schettino, però, il milanese medio, che di solito è esperto di tutto, un autentico tuttologo, il milanese medio è come quel ceffo, l'eroe, che seduto in poltrona, al telefono davanti a un monitor, con le finestre chiuse che fuori fa freddo, dice all'altro di salire sulla nave e compiere il proprio dovere. Se non siete De Falco siete Schettino, come gli uomini e i caporali di Totò, ci sarà sempre qualcuno che sa esattamente cosa VOI dovete fare, come si fa il VOSTRO lavoro, come è giusto che VOI vi comportiate, e giudicarvi pubblicamente in base a questo. Sarebbe un insegnamento biblico, non giudicare la pagliuzza nell'occhio altrui quando tu vi hai una trave, eppure per sopravvivere in Italia, a Milano, è assolutamente necessario esprimere opinioni e giudicare il prossimo.

Però poi nessuno si espone per denunciare al pubblico ludibrio le grandi aziende che assumono segretarie in partita iva, le scuole private che fanno lo stesso con gli insegnanti, nessuno si espone perchè vivere lasciando vivere chi non ci intacca direttamente o magari intanto ci offre pure del danaro è comodo. Si attacca il debole, l'indifendibile, l'anello debole, quello che scherniscono tutti, ma non prendiamo mai iniziativa, non mettiamo mai la faccia, per ciò che non ci riguarda di persona.

E allora, sappiatelo, siamo tutti Schettino e De Falco, e uno non è meglio dell'altro. Ripartiamo da questo, per ricostruire la dignità che non abbiamo più.

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