Accadde Domani
27 Gennaio Gen 2012 1715 27 gennaio 2012

A che gioco sta giocando Silvio Berlusconi? Tramonto di un leader.

Sono in molti a chiederselo: che fine farà Silvio Berlusconi? Ma soprattutto a che gioco sta giocando in attesa di sfoderare di nuovo le unghie in vista delle elezioni del 2013? I segnali delle scorse settimane non sono rassicuranti ma da un certo punto di vista sono eloquenti. Una settimana fà per riscaldare gli animi degli irriducibili del Pdl, tipo Gasparri e Cicchito, sembrava che stesse recitando il de profundis per il governo Monti: "La cura Monti non funziona, presto ci dovranno richiamare". Ma quando un giornalista ha chiesto al Cavaliere se era un segnale di rottura con il governo dei tecnici, Berlusconi è stato subito rassicurante e vestendo i panni a lui poco consoni del leader responsabile ha detto: "Non stacchiamo la spina al governo". Un Berlusconi ondivago dunque che da un lato ha bisogno di tenere caldi gli animi dei suoi pasdaran e dall'altro si rende conto che non può permettersi in alcun modo di bruciare prematuramente l'esperienza del governo Monti. I sondaggi danno il cavaliere in caduta libera e Mario Monti in ascesa. Se Berlusconi facesse una mossa sbagliata in questo momento e si andasse alle elezioni anticipate pagherebbe un conto elettorale molto salato, le gente interpreterebbe la rottura come un atto disfattista in un momento in cui dentro il tunnel della crisi si intravede un po' di luce. La forza di Monti è la debolezza di Berlusconi. Ma il problema per il Caimano rimane. Il popolo del Pdl è più estremista del suo leader, non ha mai amato il Berlusconi conciliante, ragionevole, bipartisan, del Cavaliere gli piaceva e gli piace la sua irruenza istituzionale, la sua violenza verbale contro la magistratura e i "comunisti". E perchè no, il suo conflitto d'interessi. Un Berlusconi istituzionale non funziona, non scuote la pancia del paese e del suo popolo ed è per questo motivo che forse questa volta il declino è davvero in stato avanzato. Per come stanno andando le cose il governo Monti, malgrado le punture di spillo del Cavaliere è destinato a durare. I mercati sembrano più tranquilli e lo spread, sintomo della credibilità dell'Italia sembra in discesa. Le borse pare che acquistino fiducia e tutto ciò è accreditato al governo Monti. Il questo scenario l'irruenza Berlusconiana è messa sotto chiave e paradossalmente se in economia le cose andranno meglio il volto aggressivo del Berlusconismo avrà le armi sempre più spuntate. Se a tutto ciò si aggiunge l'impossibilità per il Caimano di ricucire lo strappo con la Lega, il futuro del fondatore del Pdl è davvero incerto, si sta esaurendo giorno per giorno la spinta propulsiva del berlusconismo. E forse sui quindici anni berlusconiani potremo davvero scrivere la parola fine. Ma attenzione. Molto dipenderà da cosa nascerà sulle ceneri del Caimano e quale alternativa sarà capace di proporre il centro sinistra. E qui siamo messi malissimo. Perchè se il berlusconismo è in crisi, sul fronte opposto si intravvedono soltanto tatticismi politico istituzionali alla Casini a cui però manca un respiro strategico. Un modello di società che sappia sostituirsi al sistema berlusconiano che ha dominato per 15 anni.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook