Accadde Domani
29 Gennaio Gen 2012 1926 29 gennaio 2012

Processo Mills e Rai, la lunga mano di Silvio Berlusconi

Due giorni fa ci chiedevamo che cosa sta combinando Silvio Berlusconi mentre il governo Monti tenta un disperato salvataggio del nostro paese. In apparenza in Cavaliere sembra caduto in un cono d'ombra sempre più ampio dentro il quale potrebbe definitivamente sprofondare. Non sappiamo se questa sarà la volta buona per la fine del Berlusconismo ma è certo che Berlusconi in questi giorni non se ne sta con le mani in mano. Dietro le quinte del Pdl, raccontano in molti, è sempre lui a prendere le decisioni più importanti. I fatti delle ultime ore lo dimostrano. Il primo diktat il Caimano lo ha lanciato a Lorenza Lei, direttore della Rai, obbediente come un cagnolino ai voleri del capo: prorogare il pensionato Alberto Maccari al Tg1 in modo da mantenere per il Pdl il controllo del tg Rai più importante, in previsione delle competizioni elettorali di primavera. Il governo Monti, infatti, si è guardato bene da scalfire il potere berlusconiano dentro la Rai. E difficilmente avrà la forza di farlo da qui al 2013. Quella dell'obbediente Lei è soltanto una proposta ma difficilmente il Cda Rai la respingerà. L'altro diktat di Silvio Berlusconi ha per destinatari i giudici che lo dovrebbero giudicare nel processo Mills. I suoi due legali hanno presentato infatti una richiesta di ricusazione del collegio giudicante che arriva direttamente dall'ex premier. I legali del Cavaliere sostengono che i magistrati avrebbero già deciso per la condanna, pur non essendoci nessun elemento probante questa accusa. Ma su questa questione una soluzione ci sarebbe, come ha scritto Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. Se davvero Silvio Berlusconi ritiene di essere innocente faccia qualcosa di clamoroso, rinunci alla prescrizione in modo da poter godere del giudizio di primo grado ma anche del giudizio di appello e cassazione. Ma probabilmente Silvio Berlusconi sa di essere colpevole e per questo ha mandato avanti un altro suo ultrà Fabrizio Cicchito con toni minacciosi verso il governo Monti, dopo le dichiarazioni di Vietti contro la prescrizione. Insomma, il Cavaliere c'é anche se non si vede.

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