Bitchiness gets you everywhere
30 Gennaio Gen 2012 1204 30 gennaio 2012

Una dark lolita ai tempi della rete. Da oggi in vendita il primo album di Lana del Rey

E' emersa dal limbo di You Tube grazie al brano “Video games”, che ha raccolto in breve tempo migliaia di contatti, e Lana del Rey, grandi occhi languidi e labbra carnose, sarà senza dubbio una delle rivelazioni discografiche pop di maggior successo nel 2012. Il suo primo album, “Born to die”, è in vendita a partire da oggi.

Ma chi è Lana del Rey? Al secolo Elizabeth Grant, newyorkese classe 1986, deve il suo nome d’arte all’attrice hollywoodiana Lana Turner e all’automobile made in USA Ford del Rey. Ma prima di diventare con un po’ di fortuna e una studiata strategia di marketing un autentico personaggio della rete, Elisabeth aveva provato a sfondare nel mondo della musica senza raggiungere entusiasmanti risultati. Tra il 2008 e il 2010 aveva infatti registrato un EP chiamato "Kill Kill", usando il suo nome proprio, Lizzy Grant, e aveva inciso persino un intero album, passato inosservato, con il produttore David Kahne.

Ma è nell’ultimo anno che Elisabeth ha deciso di riprovare a sfondare, armata di una nuova identità, delle sue nuove labbra turgide cariche di sensualità e della sua voce da suadente lolita. Per riproporsi al pubblico ha scelto la via diretta di You Tube, e in breve tempo con un po’ d’astuzia ha raggiunto la tanto desiderata popolarità nel firmamento della rete. Poco dopo la pubblicazione online, il brano "Video games" era infatti già presente nella colonna sonora di episodi ancora inediti in Italia di popolarissime serie tv americane come Gossip Girl (con Blake Lively) e Ringer (con Sarah Michell Gellar).

Lizzie, o meglio Lana, ha saputo sfruttare a suo favore anche un piccolo giallo nato intorno alla sua vera identità. La rivista web Hipster Runoff, infatti, dopo averla definita come “un’adolescente da scuola superiore con un part-time da cameriera di fast food” l’ha accusata di essere nient’altro che un personaggio fake motato ad arte.
Ma il piccolo mistero nato attorno alla sua figura non solo non ha danneggiato affatto la cantante, ma ha contribuito al contrario a far crescere la curiosità del pubblico nei suoi confronti e a renderla ancor più popolare.

Dal punto di vista del marketing, l’esordio di Lana del Rey è stato attentamente studiato nei minimi dettagli. I suoi primi pezzi pubblicati online, “Video games” e “Blue jeans”, sono stati presentati con videoclip volutamente amatoriali in bassa risoluzione, pienamente rispondenti a quell’estetica lo-fi che fa di Lana del Rey una nascente stella indie.
I clip sono stati realizzati montando spezzoni tratti da celebri pellicole hollywoodiane misti a celebri frammenti televisivi che sono però costati alla cantante americana diverse diffide legali per violazione dei diritti. Degli spezzoni presenti nelle versioni originali ne sono sopravvissuti infatti ben pochi, come il celebre video in cui Paz de la Huerta, completamente ubriaca, viene cacciata dalla cerimonia di assegnazione degli Emmy, oppure le immagini dello storico hotel Chateau Marmont al numero 8221 di Sunset Boulevard, e infine un'istantanea delle Hollywood Hills.

Il primo singolo tratto dall’omonimo album, “Born to die”, è uscito a novembre ed è già stato remixato dal frontman dei Blur/Gorillaz Damon Albarn.
Per Lizzie le porte del successo sembrano essere ormai spalancate e non c'è alcun dubbio sul fatto che a breve sentiremo ancora parlare della sua controversa figura.

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