Mercato e Libertà
31 Gennaio Gen 2012 2123 31 gennaio 2012

Come la BCE danneggia l'economia europea

Una crisi che sarebbe iniziata 2007 è stata lasciata incancrenire fino ad oggi. Così si sono accumulati quasi mille miliardi di problemi in più.

Il responsabile di questa politica è la BCE, che ha monetizzato sin dal 2007 i debiti dei paesi periferici per impedire che il flusso di capitali che aveva portato ai boom economici insostenibili sparisse di colpo.

Il risultato è che tutti i problemi che avevamo nel 2007 sono rimasti:

  1. la competitività si risolve riducendo il costo del lavoro, ma se la BCE dà fondi ai paesi non competitivi ciò genera inflazione, fermando il miglioramento della competitività sul nascere
  2. gli incentivi a mettere in ordine i conti pubblici sono ridotti se non annullati dal fatto che i rischi comunque vengono socializzati dalle autorità monetarie europee, creando azzardo morale.
  3. Lo stesso vale per la leva delle banche, e per la rischiosità dei loro impieghi. Salvare le banche dai loro errori è la ricetta per l'instabilità economica: d'altro canto, almeno la leva finanziaria delle banche è l'unica cosa che sembra migliorata in cinque anni, essendosi ridotta.
  4. Gli squilibri della bilancia dei pagamenti, che non sono la causa ma l'effetto della crisi, rimangono, e ciò implica un aumento continuo dei debiti dei paesi periferici per continuare a sostenere dei deficit commerciali insostenibili.

Ne parlo su Libertiamo.

Pietro Monsurrò

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