Alessandro Da Rold
Portineria Milano
1 Febbraio Feb 2012 1958 01 febbraio 2012

Rosi Mauro senza deleghe, Monica Rizzi espulsa, tempi duri per le badanti della famiglia Bossi

Tempi duri per quelle che dentro la Lega Nord hanno soprannominato «le badanti» della famiglia Bossi. Se a Rosi Mauro, ombra del leader Umberto sin dai tempi della malattia, sono state tolte le deleghe di commissario straordinario in Emilia Romagna e Liguria, a Monica Rizzi, assessore regionale e sponsor elettorale di Renzo detto il Trota, sarebbe arrivata una lettera di espulsione dalla Suprema Militia Equitum Christi di Brescia. Associazione, quest’ultima, che nel suo statuto spiega di dedicarsi alla «beneficenza, alla carità e alla misericordia». Come mai? Cosa sta succedendo a queste due donne che hanno custodito per molti anni il focolare del cerchio magico Gemonio?

La vicenda della Rizzi è stata scoperta dall’associazione socialista bresciana Tempo Moderno, che ha pubblicato sul suo sito i documenti che testimonierebbero l’ordine dell’associazione Suprema di mettere fuori dal gruppo sia la Rizzi sia il marito Alessandro Uggeri. Imprenditore del bresciano, Uggeri finì alla fine di dicembre in un presunto caso di fallimento della sua azienda. Ne parlò il quotidiano la Repubblica, raccontando anche di feste che si sarebbero svolte nella villa di Roè a base di escort dove sarebbe stato presente anche il Trota Renzo. Poi la magistratura bresciana smentì, ma i problemi per il gruppo vicino al cerchio magico sono rimasti. Tempo Moderno elenca nel dettaglio i motivi secondo cui la Rizzi e il compagno sarebbero stati espulsi. Lo fa citando l’articolo 8 dello Statuto. E trae queste conclusioni.

«Non si tratta di dimissioni volontarie perché non vi sarebbe luogo all’ipotesi di ricorso indicato nella comunicazione; non si tratta di decesso perché in qualche modo lo si sarebbe venuto a sapere; non si tratta di mancata sottoscrizione degli statuti, perché normalmente gli stessi si sottoscrivono all’iscrizione, e quindi, in caso di rifiuto, nemmeno si viene iscritti; non si tratta di irreperibilità, per le raccomandate testimoniano che i due sono reperibili (e, comunque, per almeno una dei due sarebbe bastato scrivere alla Giunta Regionale)». Per questo motivo: «Restano, a scelta, tutti gli altri motivi: l’indegnità, la fellonia, l’esercizio abusivo di autorità o titoli; la ribellione contro l’organizzazione dell’associazione o contro la chiesa; lo stile di vita contrario allo spirito dei cavalieri; la morosità nel pagamento delle quote associative… Chissà quale sarà il motivo di esclusione dei due ex cavalieri dal bianco mantello?».

Insomma tempi duri per la Mauro e la Rizzi. La prima, dopo le indiscrezioni di Libero di mercoledì 1° febbraio, è stata difesa sia dal l'ex ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, (che ne avrebbe ordinato la rimozione dal ruolo di commissario), sia dall'attuale segretario romagnolo Angelo Alessandri. Di mezzo ci sono i congressi nazionali nella Lega e con la solita battaglia tra cerchio magico e i barbari sognanti di Roberto Maroni. Per la Rizzi, già indagata per una presunta falsa laurea, invece non dovrebbero esserci problemi nel rimpasto della giunta lombarda di Roberto Formigoni. Il governatore vuole salvaguardare la presenza femminile nella sua amministrazione. Eppure in molti in via Bellerio, sede del Carroccio, sognano che la Rizzi, oltre che dalla Suprema Militia Equitum Christi, un giorno possa essere messa fuori anche dalla Lega Nord.

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