L'equilibrista internazionale
8 Febbraio Feb 2012 0819 08 febbraio 2012

Etiopia: il ruolo dei gruppi armati dissidenti e le minacce alla stabilità regionale

La recente uccisione di cinque turisti europei ed il rapimento di altri due nella regione Afar hanno riacceso i riflettori sulla questione dei movimenti di resistenza armata che da anni lottano contro Addis Abeba per ottenere la piena autonomia. Lo stretto controllo del Primo Ministro Zenawi sulla politica nazionale e sulla società civile, attuate spesso con una dura repressione del dissenso, non sono stati sufficienti a placare le rivendicazioni dei movimenti indipendentisti non solo nella regione dell’Afar, ma anche in quelle dell’Oromo e dell’Ogaden.

Le vicende legate alla lotta armata di questi gruppi hanno acquisito sin dalle prime fasi una valenza che travalicava i confini nazionali. Come si osserva in molti altri paesi africani, le popolazioni di alcune etnie si trovano sotto il controllo di una o più autorità politiche percepite come estranee e questo è uno dei motivi alla base delle aspirazioni indipendentiste e la formazione di gruppi armati, spesso appoggiati da governi esteri. Nel continente africano, ed in particolare nel Corno d’Africa, la pratica delle reciproche interferenze dei governi nelle questioni interne di altri paesi ha contribuito in misura notevole al protrarsi di molti conflitti, ponendo seri rischi per l’allargamento dei disordini allo scacchiere regionale. E’ questo il caso del conflitto nelle regioni dell’Afar, Ogaden e Oromia.

Dopo aver raggiunto importanti risultati sul piano economico e dello sviluppo umano, la nuova sfida che Zenawi dovrà affrontare nei prossimi anni si giocherà sulla stabilizzazione interna, attraverso la soluzione delle problematiche di cui si è detto e, soprattutto, sull’avvio di un processo democratico che tenga in maggiore considerazione le richieste delle minoranze. Finora il governo, invece di ascoltare le rivendicazioni delle forze politiche e sociali che esprimono il disagio di alcune aree del paese, ha cercato di reprimere con la forza il dissenso e addossare la colpa al rivale di sempre, l’Eritrea.

La stabilità nello scacchiere regionale dipenderà, quindi, anche dalle scelte di politica interna volte ad attenuare le tensioni nelle varie aree di crisi.


Vincenzo Gallo, Equilibri.net

Articolo tratto da Equilibri.net. Articolo completo al link: http://www.equilibri.net/nuovo/articolo/etiopia-il-ruolo-dei-gruppi-armati-dissidenti-e-le-minacce-alla-stabilit%C3%A0-regionale

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