Mambo
8 Febbraio Feb 2012 0935 08 febbraio 2012

Uccidere il Porcellum è importante ma non basterà a salvare la politica

Il maiale si ammazza tra l’autunno e i primi freddi, al porcellum, invece, toccherà morire in primavera. Il comunicato di Pd e Pdl informa che i due maggiori partiti hanno deciso di fare la festa alla legge elettorale più brutta della storia dell’Occidente. Forse i due partiti maggiori si aspettavano un accenno di applausi invece sono venuti molti fischi. Di Pietro ha dato voce agli scontenti che temono un accordo fra i partiti maggiori che punisca le altre formazioni politiche. In verità, a pensar male ci si coglie sempre, come ricordava Andreotti, la caduta del porcellum se è un guaio per le segreterie dei partiti maggiori che potevano nominare i propri deputati di fiducia, è un disastro per i partiti personali, quelli che non fanno congressi e che hanno una amministrazione rigidamente nelle mani del leader e del suo cerchio magico, che dovranno aprirsi almeno un po’ a persone nuove.

Insomma il lungo cammino, da effettuarsi rapidamente, della sostituzione del porcellum con una legge più occidentale sarà irto di ostacoli. E’ banale, ma è così e questa banalità serve a dire altre cose. L’ostacolo maggiore non verrà solo dalla resistenza dei partiti che vogliono tenersi il porcellum senza dichiararlo o che temono l’inciucio Pd_PdL, ovvero da altre cause. L’ostacolo maggiore viene dal disinteresse dell’opinione pubblica. La sensazione è che Pd e PdL si siano decisi a fare un passo in avanti troppo tardi. E’ questa una buona ragione per fermarsi? Certamente no, tuttavia solo considerando il clima che c’è attorno alla politica e ai partiti si potrà cogliere quali sono le necessità e i tempi per un ragionevole intervento.

Il caso Lusi ha dato ai partiti la botta finale. E’ un vero peccato, quasi una legge del contrappasso, che la morte dei partiti sia stata accelerata da partiti morti. Qui c’è la cecità della classe dirigente politica, tutta quanta: nel non aver capito che in politica, come nella vita. I trucchetti vengono sempre scoperti. Accade così che i partiti politici, che in tutto il mondo occidentale, e nelle diverse regole derivanti dalla storia dei singoli paesi, rappresentano tuttora la struttura portante della democrazia, in Italia vengono additati come responsabili della crisi di sistema proprio mentre sono scomparsi. Il dato saliente del ventennio appena trascorso rispetto al periodo precedente è che in quest’ultimo hanno governato i partiti, nella seconda repubblica hanno governato formazioni politiche a carattere personale o somma di partiti personali. Voglio dire che la polemica contro i partiti ha un presupposto infondato, cioè l’esistenza dei partiti.

Solo gli ex comunisti per due lustri hanno cercato di tener in vita qualcosa di simile, poi attratti o costretti dalla sirena prodiana, si sono sciolti davvero e oggi la comunità ex comunista, come quella ex socialista, è la comunità più rissosa e carica di odi e inimicizie che ci sia in giro. Il problema dell’Italia non è quindi l’esistenza dei partiti, ma la loro scomparsa. La nuova legge elettorale può sanare solo l’aspetto più stupido del porcellum, cioè la designazione dall’alto dei deputati. Non può fare la vera riforma della politica che io credo possa realizzarsi solo rompendo con l’eccentricità italiana per cui non c’è più nessuno che abbia il coraggio di dirsi di destra o di sinistra. Siamo tutti sempre un po’ oltre, sempre al di là degli schemi, sempre, come si dice oggi, fuori dal Novecento, mentre in tutto il mondo, tragicamente arretrato rispetto all’immaginifica Italia!, si è o conservatori o progressisti-socialisti. Finchè non rimetteremo in campo le due squadre il campionato sarà sempre falsato.

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