Congiuntura
9 Febbraio Feb 2012 1916 09 febbraio 2012

La Grecia bluffa ancora e l’Europa ormai ha perso la pazienza

Dalla tragedia alla farsa. La crisi in cui è entrata la Grecia ormai ha una trama degna dei migliori palcoscenici. Nella notte, più precisamente alle 5:30 italiane, è arrivato il via libera del piano d’austerity richiesto dalla troika per il secondo piano di salvataggio. Oggi, in queste ore, si sta svolgendo l’Eurogruppo, ma non sono attese risposte concrete, come ha specificato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble. «Mancano diversi dettagli ai documenti che ci sono arrivati», ha detto Schäuble. Come dire, potrete anche aver lavorato tutta la notte, ma questo non è un piano. Una farsa, insomma.

Ormai, il destino di Atene è appeso a un filo. Non è quello della troika, ma quello dei politici greci. Ma se nemmeno i funzionari di Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione Ue credono che ci siano margini di operatività, il quadro è destinato a complicarsi in breve tempo. Parlando con diversi gestori di hedge fund coinvolti nelle trattative per tenere in vita la Grecia, il mood è sempre lo stesso. «I politici greci stanno prendendo tutti in giro, dai cittadini che dovrebbero rappresentare alla troika all’Ue agli investitori», mi ha scritto stanotte un gestore inglese. L’ultimo affronto c’è stato nella serata di ieri, quando il documento della troika è stato prodotto: dalle 16 pagine in greco alle 50 in inglese. Un po’ troppo. Forse perché, come raccontano i maligni, nella prima stesura i politici greci avevano tralasciato tutte le parti sulle pensioni.

Il tempo, intanto, scorre. Tutti sanno che il 20 marzo scade un mega bond da 14,5 miliardi di euro. Tutti sanno che la recessione in Grecia è irrefrenabile e che le prospettive di ritorno alla crescita economica nel 2013, come detto ieri dal Fmi, sono tanto pretenziose quanto improbabili. Tutti sanno che le nuove misure di austerity getteranno la popolazione ellenica in un pozzo senza fondo. E tutti sanno che, forse in aprile forse più tardi ma sicuramente entro il 2013, ci sarà la tornata elettorale. In quell’occasione i tre partiti politici (Nea Dimokratia, Pasok, Laos) utilizzeranno il populismo, il nazionalismo e l’anti-europeismo per vincere alle urne.

Quello che preoccupa di più è che la pazienza degli euroburocrati sembra finita. L’altro giorno è stato il vice presidente della Commissione Ue, Neelie Kroes, a lanciare il sasso nello stagno. «La zona euro può anche sopravvivere senza la Grecia», ha detto la Kroes. Sebbene sia stata immediatamente ripresa dai vertici di Palazzo Justus Lipsius, l’impressione è quella dell’olandese sia un’opinione sempre più comune. Tastando l’umore degli sherpa presenti oggi all’Eurogruppo e ascoltando le critiche piovute sul “documento” greco, è facile capire il motivo.

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

Ecco la lettera di intenti che la Grecia ha inviato al Fmi

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