Club House
10 Febbraio Feb 2012 1658 10 febbraio 2012

Ad interim

Pare sia la tendenza sportiva inglese: fatto fuori l'allenatore alla vigilia di un importante appuntamento sportivo, si affidano le sorti della nazionale ad un manager ad interim. Domani per esempio all'Olimpico l'Italia affronta l'Inghilterra per la seconda giornata del Sei Nazioni e gli ospiti sono comandati da Stuart Lancaster, chiamato a dirigere i lavoro dopo l'addio di Martin Johnson a seguito della triste spedizione alla Rugby World Cup in Nuova Zelanda. Con una federazione (la Rugby Football Union) dove volavano coltetti in tutte le direzioni e i cui piani alti subivano continui cambiamenti, Johnson divenuto ben presto il capro espiatorio e non sapendo bene su chi fare affidamente, la RFU ha incaricato Lancaster di prenderne il posto fino alla fine del torneo. Solo che Lancaster, nel frattempo, ha inoltrato regolare curriculum per la job application come head coach dellla nazionale, ruolo per il quale è in corsa anche Nick Mallett, l'ex ct azzurro.

Poi è toccato a Fabio Capello, in rotta con Football Association. Un Mondiale sudafricano andato male, i casini attorno alla fascia da capitano di John Terry al quale hanno perdonato le scappatelle, ma non i presunti insulti razzisti nei confronti di un avversario di colore. Il tecnico friulano se n'è andato, dalla FA hanno fatto sapere che da parte loro non c'era alcuna intenzione di cacciarlo e intanto Stuart Pearce (un altro Stuart) lo andrà a sostituire e in estate scattano gli Europei. Sia Lancaster che Pearce, tra l'altro, hanno allenato delle selezioni: il primo i Saxons, praticamente la succursale della nazionale maggiore, il secondo l'Under 21.

Mandati ad interim. Una volta si davano appuntamento in una località segreta, sorseggiavano tè e predisponevano il piano di battaglia. Oggi gli inglesi sembrano come quei capoccia dell'Unione europea che fissano sulla mappa le bandierine dei governi tecnici. Pensare che nel '40 chiamarono a guerra iniziata un tale Winston Churchill a fare il Primo ministro. Saranno state le noiose politiche salutiste che bannano i fumatori ad aver condotto a tutto questo?

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