Accadde Domani
10 Febbraio Feb 2012 1307 10 febbraio 2012

Lo spettro della recessione nelle pieghe dei dati Istat

Lo spettro della recessione si nasconde nelle pieghe degli ultimi dati Istat sulla produzione industriale, malgrado i dati positivi dell'ultimo mese sul mese precedente. E conferma che le politiche economiche messe in atto dallo stesso governo Monti non hanno ancora trovato la chiave per la ripresa economica in Italia. Nè le liberalizzazioni, infatti, nè un eventuale accordo sul mercato del lavoro saranno in grado, secondo gl esperti, un impulso all'economia al pari di una sorta di piano Marshall che ancora non si vede. I dati della produzione industriale non sono l'unica componente a contribuire a una previsione negativa del Pil nel 2012 e nel 2013.

Ma pare che anche il settore dei servizi sia colpito da questa depressione. Ecco una sintesi dei dat ISTAT: la produzione industriale a dicembre aumenta dell'1,4% rispetto a novembre ma se si peocede a una correzio e per gli effetti di calendario, l'indice diminuisce in termini tendenziali dell'1,7% (i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 22 di dicembre 2010). Nella media del trimestre ottobre-dicembre l'indice scende del 2,1% rispetto al trimestre precedente. Come si può ben vedere la tendenza alla recessione non accenna a diminuire e non si intravvedono almeno per il momento cambi di rotta. Gli indici corretti per gli effetti di calendario, prosegue l'Istat, registrano a dicembre una crescita tendenziale del 3,2% per i beni strumentali.

Tutti gli altri raggruppamenti risultano in calo: del 10,3% per l'energia, del 3,6% per i beni intermedi e dello 0,8% per i beni di consumo. Rispetto a dicembre 2010, i settori dell'industria che presentano una crescita più accentuata sono l'attività estrattiva (+11,8%), la fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,1%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+7,2%). Tra i settori in calo, quelli che in dicembre registrano le diminuzioni tendenziali più ampie sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (-12,9%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,0%) e le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-10,9%).

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook