Iran Ora! – notizie e retroscena da Tehran
15 Febbraio Feb 2012 2134 15 febbraio 2012

Può l'Iran essere una seria minaccia? Il Marziano perplesso.

Voglio offrire ai lettori del blog una traduzione di un breve pezzo che Paul Pillar ha scritto su The National Interest, in cui riesce a delineare chiaramente i tratti paradossali della discussione riguardante la guerra contro l'Iran.

Se un Marziano ragionevole atterrasse sul nostro pianeta e osservasse tutte queste dimostrazioni di forza sull'Iran, ne resterebbe davvero disorientato. Infatti il nostro caro visitatore vedrebbe due stati abili e capaci - gli Stati Uniti e Israele - che minacciano di attaccare un paese per il quale proprio non varrebbe la pena preoccuparsi.

Gli Stati Uniti e Israele spendono insieme più di 700 miliardi di dollari ogni anno in spese militari; l'Iran spende appena 10 miliardi. Gli Stati Uniti e Israele hanno l'esercito dotato degli strumenti tecnologici di livello più avanzato del mondo; le armi iraniane sono perlopiù datate e mancano di pezzi di ricambio. I soldati statunitensi e israeliani sono ben addestrati; non si può dire lo stesso per l'Iran. Gli Stati Uniti hanno migliaia di testate nucleari e Israele ne ha centinaia, mentre l'Iran ha un enorme arsenale di... zero testate. L'Iran in effetti ha un programma di arricchimento (il motivo per cui si discute di un'eventuale guerra), ma i più recenti rapporti (National Intelligence Estimates) hanno concluso che l'Iran non ha al momento un programma di costruzione di armi nucleari. Gli Stati Uniti hanno dozzine di basi militari nelle immediate vicinanze dell'Iran; l'Iran ne è totalmente sprovvisto nell'emisfero occidentale. Gli Stati Uniti hanno alleati potenti in ogni angolo del mondo; gli amici dell'Iran includono una manciata di attori non statali come Hezbollah, o piccoli potentati declinanti come quello di Bashar al Assad (su cui non sembra sia il caso di contare di questi tempi) o Hugo Chàvez.

Oltretutto, gli Stati Uniti hanno combattuto dal 1990 ben quattro guerre. In questo periodo hanno bombardato, invaso e occupato una mezza dozzina di paesi , causando la morte di centinaia di migliaia di persone. Israele continua a colonizzare la Cisgiordania dal 1967, ha invaso e occupato gran parte del Libano tra il 1982 e il 1999, e le sue forze armate hanno colpito in Libano di nuovo nel 2006 e Gaza nel 2008-2009.
Importati politici statunitensi hanno ripetutamente sostenuto la necessità di un colpo di stato in Iran e gli ufficiali di governo ora ci fanno sapere che Israele ha assassinato scienziati civili in Iran, aiutato dal MEK, un'organizzazione terroristica che permane sulla lista dei gruppi terroristici del Dipartimento di Stato. La condotta dell'Iran in passato è ben lontana dall'essere quella ideale, ma non ha fatto niente neppure di lontanamente simile a cose del genere in questi anni.

Infatti, guardando alle minacce che Tehran oggi si trova davanti, il nostro amico marziano avrebbe dei problemi a sipegare perché i leader iraniani non si siano ancora dotati di qualche arma di distruzione di massa da usare quantomeno come deterrente. E pensare che sono proprio gli Stati Uniti ed Israele che si dichiarano veramente molto molto preoccupati per questa cosiddetta "minaccia" iraniana, e che stanno contemplando la possibilità di una guerra preventiva, che molti analisti sanno che non farà altro che rafforzare le ambizioni nucleari dell'Iran e che potrà tuttalpiù posticipare il programma nucleare di un paio d'anni.

Vediamo di essere chiari: non c'è niente che mi piaccia del regime di Tehran, nè i legislatori del clero, né il presidente buffone, nè tantomeno i vari criminali che mantengono in vita il regime, e sono molto grato di vivere qui e non lì. Ciononostante, il nostro osservatore Marziano potrebbe faticare a capire perché i politici di Washington e Gerusalemme siano così spaventati. Infatti, potrebbe concludere molto ragionevolmente che entrambi questi stati hanno perso qualsiasi senso della prospettiva, e stanno permettendo che l'analisi del peggior scenario possibile gli annebbi il cervello e gli precluda le utili strade della diplomazia. E dato che agli Stati Uniti piace pensare a se stessi come i "leader del mondo libero", r dal momento che generalmente ci si aspetta da loro un giudizio cauto su tematiche complesse di questo genere, il fatto che la loro vista sia così annebbiata non è affatto rassicurante.

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