Fatti di Scienza
18 Febbraio Feb 2012 1608 18 febbraio 2012

Studi su virus H5N1 verranno pubblicati "integralmente", ma non immediatamente

Pubblicare integralmente i risultati, senza l'omissione di alcuna parte, ma non subito. Si può riassumere così la decisione presa dagli esperti internazionali che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha invitato nei giorni scorsi a Ginevra per discutere la richiesta del governo americano e della National Science Advisory Board for Biosecurity (NSABB) americana di non pubblicare tutti i dettagli di due ricerche che hanno modificato il virus H5N1 rendendolo più facilmente trasmissibile tra i mammiferi, uomo compreso. Un meeting a porte chiuse che aveva il compito di prendere una decisione che avrebbe segnato un precedente non di secondo piano.

Tutto è cominciato nel dicembre del 2011, quando gli USA hanno richiesto lo stop alla pubblicazione degli studi su due delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo, Nature e Science. Come ha raccontato Dario Ronzoni, non è facile capire fin dove si spingono le legittime preoccupazioni di pubblica sicurezza e dove, invece, è legittimi esercitare la libertà di ricerca. Infatti, gli studi sotto esame, entrambi finanziati con fondi pubblici dei National Health Insitutes americani, non sono stati mai messi in discussione sotto il profilo della loro utilità alla comprensione del comportamento dell'influenza. Quello che preoccupa il governo americano è la possibilità che una fuoriuscita, accidentale o meno, possa innescare una pandemia di influenza letale. O, peggio, che H5N1 modificato o meno diventi un'arma biologica per i terroristi.

Le preoccupazioni non sono del tutto fuori luogo. Infatti, come ha ricordato Keiji Fukuda dell'OMS, nel comunicato ufficiale al termine del meeting, il 60% degli esseri umani che sono stati infetti nell'ultima epidemia sono morti. E' stata solo la scarsa facilità di trasmissione tra uomo e uomo ad aver limitato il numero delle vittime. Gli esperti riuniti a Ginevra, quindi, hanno dato uguale spazio alla discussione del problema della pubblica sicurezza e ai risultati scientifici.

"I risultati di queste nuove ricerche sulla potenziale facilità di trasmissione di H5N1(quelle che gli USA vorrebbero non venissero pubblicate integralmente, NdR) hanno sottolineato ancora una volta", continua la dichirazione di Fukuda, "l'importanza della continua sorveglianza e di ulteriori ricerche sul virus". Non si può smettere di fare ricerca, perché sul lungo periodo, ciò avrebbe conseguenze ancor più negative che la pubblicazione di questi risultati. Nonostante questo, però, il gruppo di esperti convocato dall'OMS si è riservato di rimandare a un prossimo incontro una decisione definitiva sulla pubblicazione dei dati, sottolineando solamente l'importanza di una pubblicazione senza omissioni.

Nel frattempo, esulta almeno parzialmente il direttore di Nature, Phil Campbell, che ha sempre sostenuto la pubblicazione integrale: "la discussione all'OMS ha sottolineato quali siano i benefici della pubblicazione integrale dei risultati. Ed è quello che intendiamo fare". Quando? E' una domanda ancora aperta. Qualcuno si affretterà a dichiarare che questa è la vittoria della comunità scientifica che non intende sottostare alla "censura" e alle ingerenze di uno stato. Altri diranno che comunque la sicurezza pubblica non può venire messa in secondo piano per la sete di conoscenza degli scienziati. E a questa obiezione, come già avviene implicitamente nel comunicato uscito dall'OMS, la comunità scientifica ribatterà che la conoscenza è proprio l'unica arma che l'uomo ha a propria disposizione. Insomma, assisteremo a una lunga e interessante discussione pubblica che metterà ancora una volta in evidenza le interconnessioni tra scienza e società. (marco boscolo)

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