Jacopo Tondelli
Post Silvio
21 Febbraio Feb 2012 1307 21 febbraio 2012

Clausola anti-mamma: vince la “rete”, perdono Rai e sindacati

Alla fine Lorenza Lei ha dovuto rispondere. L’onda ieri era nata qui, dal blog Erroridistampa. La clausola di un contratto Rai, sostanzialmente, consentiva il licenziamento delle lavoratrici in gravisanza quando, “a giudizio della Rai”, non fossero in grado di adempiere ai propri doveri contrattuali. Per la verità - fatto non meno grave - lo stesso vale in caso di malattia e infortunio. E così, dopo che Erroridistampa - blog dei giornalisti precari romani - ha sollevato il caso, e dopo che i giornali di tutta Italia se ne sono occupati (compresi noi), Lorenza Lei, direttrice generale di Mamma Rai, ha dovuto rispondere. “Cambieremo la clausola ma - precisa - non l’abbiamo scritta noi”.

Resta da vedere come la clausola cambierà e che equilibrio si troverà. Ma prima di entrare nel merito della scelta, vale la pena di annotare alcuni dati. Il contratto non esisteva da ieri, e neanche da l’altro ieri. A chi dice che la “rete” non produce mai o quasi notizie originali, è arrivata ieri una sonora smentita. Da un blog (di giornalisti, naturalmente) è nata la prima pagina dei grandi quotidiani on line, per ore e ore. Un’onda tanto potente da portare la direttrice generale della Rai - old media per eccellenza - a rispondere: con una lettera lunga lunga e visibilmente imbarazzata.

Ma ad uscire sconfitti, dalla vicenda, non sono solo la Rai e i giornali costretti a inseguire. L’inseguimento più clamoroso mi pare quello della Cgil. Che arriva addirittura oggi, e comunque molte ore in ritardo, a ostracizzare la clausola contrattuale. Una clausola che esiste da un pezzo: anche se sembra che nessuno, prima della “rete”, se ne fosse accorto.

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