Gengis
22 Febbraio Feb 2012 0852 22 febbraio 2012

Il cartellonista autostradale

Tante sono le persone che il padrone amerebbe conoscere. Una tra tutte. Il cartellonista autostradale. Quello che si inventa le scritte che dovrebbero avvisarci spesso non si sa di che. La sua genialità partecipa del sublime; ma la sua identità ci è nascosta. Non sappiamo chi sia. E’ inconoscibile. Però il suo scrivere sedimenta indizi.
Una grande cultura letteraria, per cominciare. “Cantiere in lento movimento”. Non può neanche venirti in mente di scriverlo, se non ti è familiare il Macbeth. Il cantiere che avanza lentamente contro di noi. Tale e quale la foresta di Birnan.
Una indubitabile passione per l’enigmistica. “Coda diramazione A7/A26 km 14,8”. L’informazione te la dà accurata; però si fa la coda per capire dov’è la coda. (In variante illusionistica, diventa poi “Coda a tratti”, che lui la coda la fa scomparire e ricomparire a piacere.)
Non si fa mancare l’astrologia. “Temperature negative”. Rischio si suppone di malocchio in autostrada. Pessime congiunzioni astrali. Nevica, Urano ladro.
Ha finissimo senso dell’ironia. “Animali vaganti in uscita”. Tu pensi si sia capottato un circo; e lui invece si è ispirato a Montecitorio a fine legislatura.
Da ultimo ha dato fiato alla sua vocazione nazionale. La risposta dell’Anas alla Merkel. Il cartellone choc. “Men at work”. In Italia. Al Brennero non ci vogliono credere.
Adesso che bisogna dare una mano al Paese, lui si offre alla comunicazione politica. Un eroe civile. Ha proposto il nuovo cartellone. “We are the Technics”. Nonostante l’incertezza dell’inglese, o forse proprio per quella, il Consiglio di Stato avrebbe già dato parere favorevole.

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