Jacopo Tondelli
Post Silvio
22 Febbraio Feb 2012 1200 22 febbraio 2012

“Lo spread dà ragione a Silvio”: il quasi Nobel Brunetta fa la media del pollo

Lo spread, si sa, è un oggetto misterioso. Misura credibilità degli stati, voglia dei mercati di banchettare a buon prezzo, isterie collettive e razionalità di pochi. Tutto questo insieme. Ormai l’abbiamo imparato, e lo stesso Mario Monti ha invitato (dopo essere diventato premier con il sostegno decisivo dell’alleato spread) a non dargli troppa importanza.

Chi non ci sente, e allo spread crede ancora un sacco, è però Rentao Brunetta. Ex ministro, economista di formazione e - disse lui - in odor di Nobel, sul suo profilo Facebook posta questo grafico.

Prova inoppugnabile, secondo l’economista prestato alla politica, che il giudizio dei mercati nei confronti di Monti è più duro di quello riservato a Berlusconi. La media trimestrale (ultimo trimestre del governo Berlusconi-Brunetta contro primo trimestre di quello di Monti) infatti più alta. Più spread per Monti, insomma. Subito viene in mente uno degli esempi più abusati: quello per cui, se uno mangia un pollo intero e qualcuno invece digiuna, per la statistica hanno fatto a metà.

Già. Eppure, senza neanche parlare del contesto internazionale e del fatto che lo spread riflette anche le incertezze, la sfiducia, le scelte di Europa e mondo, è ben strano che al Brunetta sfugga un dato visivo, quasi pre-economico. C’è una curva che sale, e un’altra che scende. Quella che sale è quella di Silvio, quella che scende è quella di Monti. Non certo solo per merito di Monti e neanche solo per colpa di Berlusconi. Ma anche occhio vuole la sua parte.

E mi perdoni il quasi Nobel se l’ho fatta un po’ facile: sia comprensivo con me, che ho studiato legge e la carriera accademica l’ho lasciata perdere, proprio agli inizi, perchè avevo capito che non era roba per me. Solo, mi lasci dire che, se voleva fare un favore a Berlusconi e all’azione di governo che lo aveva visto protagonista, beh, così a occhio non c’è riuscito.

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