Fatti di Scienza
24 Febbraio Feb 2012 1716 24 febbraio 2012

Ricerca su etichette alimentari: meglio metterle sul davanti. Costo? 3 milioni di euro

I valori nutrizionali dei prodotti alimentari sono sicuramente importanti, soprattutto per un consumo consapevole e una dieta equilibrata. Tutte informazioni che si trovano sulle etichette degli alimenti confenzionati che si comperano in qualsiasi supermercato europeo: calorie, quantità di grassi, carboidrati, proteine e così via. Dell'importanza di queste etichette per le scelte dei propri acquisti è ben consapevole l'Unione Europea, che tra le altre cose ha finanziato una ricerca internazionale volta a studiarle per bene. Il progetto si chiama Flabel (Food Labelling to Advance Better Education for Life) e dal sito scopriamo che ha due scopi: "capire come i valori nutrizionali sulle etichette influenzino le scelte che riguardano la dieta" e "fornire le basi scientifiche sull'uso delle informazioni nutrizionali presente sulle etichette [...] da condividere tra istituzioni europee, l'industria alimentare e altri soggetti coinvolti in questo processo".

Per studiare in che modo e con che efficacia noi consumatori leggiamo tali etichette, i ricercatori hanno costruito un finto negozio nel quale hanno monitorato i movimenti oculari degli acquirenti. Il risultato è che mediamente ci dedicano poco tempo, non sufficiente a elaborare le informazioni contenute. Quali soluzioni avranno elaborato gli scienziati per migliorare l'attrazione delle etichette nutrizionali su chi passeggia tra le corsie di un negozio? Metterle sul davanti. Vi sembrerà banale, ma il professor Grunert - leggiamo dal comunicato - si affretta ad aggiungere che "integrare queste informazioni con un logo che richiama la salute potrebbe aumentare l'attenzione e l'uso delle informazioni, specialmente quando il consumatore ha fretta" e che comunque "l'uso di un codice con i colori può aumentare l'attenzione e l'uso in certe situazioni, anche se gli effetti non sono notevoli". Insomma: una bella figura colorata che attragga il nostro sguardo.

Le sconvolgenti conclusioni della ricerca, a cui hanno partecipato dal 2008 al 2011 ben 8 università europee, sono costate circa 3 milioni di euro (per la precisione 2.858.471). Di euro pubblici. Per fortuna c'è una nota positiva, in tutto questo: gli studiosi di Flabel hanno scoperto che le etichette nutrizionali attualmente utilizzate in Europa, quando vengono lette per un tempo sufficiente, sono comprese senza difficoltà dai consumatori. Chi sa leggere, capisce quello che legge. Addirittura, alcuni soggetti che hanno partecipato agli esperimenti hanno dichiarato che gradirebbero etichette con informazioni più complesse e complete. Vuoi vedere che questi consumatori non sono così tontoloni? (marco boscolo)

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