Accadde Domani
29 Febbraio Feb 2012 1133 29 febbraio 2012

Diciamolo: sulle liberalizzazioni il campione di liberismo Mario Monti ha fatto flop.

Campione di liberismo, teorico della libera concorrenza, liberale convinto, eppure anche lui si è fatto intimidire dalle corporazioni che dominano l'economia. Il Presidente del Consiglio ha fatto il duro con i più deboli, con i pensionati che assisteranno a una decurtazione delle pensioni in termini reali con il mancato aggiornamento Istat ma quando si è trattato di tenere la mano ferma sulle liberalizzazioni, quando si è trattato di affrontare le corporazioni, il presidente del consiglio e tutto il governo si è fatto travolgere e così i partiti che lo appoggiano hanno annacquato ogni cosa. Banche e assicurazioni escono indenni dal processo di liberalizzazione. i tassisti hanno ottenuto ciò che volevano, il capo banda della auto bianche Maurizio Gasparri è riuscito a far bocciare qualsiasi iniziativa che desse all'authority sui trasporti il potere di decidere sulle licenze e così saranno di nuovo i comuni a decidere nell'ambito di uno scandaloso scambio elettorale. Le parafarmacie volevano vendere i farmaci di fascia C ma per il momento se lo possono scordare, anche in questo caso le lobbies guidate dal Pdl ha fatto sì che questo non avvenisse. La parafarmacie si dovranno accontentare dei farmaci veterinari. Anche il testo sulle professioni è stato ammorbidito parecchio, uno dei punti cardine, l'obbligo del preventivo scritto è stato annullato. Inoltre come documenta un pezzo de Linkiesta il tirocinio non sarà retribuito fin dall'inizio. Ora il Pd può anche cantare vittoria per aver fatto passare alcuni emendamenti sulle clausole delle banche o sul numero di farmacie che si possono aprire ma se si vuole guardare in faccia alla realtà bisogna dire che il Pdl l'ha fatta da leone nel rendere aria fritta il decreto sulle liberalizzazioni. E neppure Monti può essere contento. Certo, il presidente del consiglio potrà sempre addebitare l'annacquamento ai partiti e alle loro lobbies di riferimento ma questa è una sconfitta anche per lui, che si è sempre dichiarato liberale e liberista. Se il decreto sulle liberalizzazioni doveva diventare uno dei motori dello sviluppo con questi annacquamenti non potrà certo essere una leva per la crescita.

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