Quello che non c’è
29 Febbraio Feb 2012 1507 29 febbraio 2012

Il Giorno che non c'è.

Anno delle Crociere Costa a prezzo Ridotto, 29 febbraio.

Spettabile signor Gallone, sono quello che non c'è.

Le scrivo, e spero di non turbarla, appunto nel giorno che non c'è, quello convenzionato per non perdere i conteggi cronologici, non stiamo qui troppo a sindacare, insomma, poiché debbo metterla a conoscenza di un fatto molto importante, direi anzi esistenzialmente fondamentale: signor Gallone, lei non esiste.

Lei è quello che non c'è. Se ne sarà accorto consultando i dati di vendita dei suoi libri, i lettori che la seguono su internet, ma so che lei andrebbe avanti anche per una sola persona soltanto e pure senza quella, per cui non starò a insistere su questo ridimensionamento del suo personaggio pubblico. Lei non esiste, ed evidenza del fatto è l'auto che mentre attraversava le è sfrecciata a pochi millimetri dalle natiche; il signore che le ha chiuso la porta in faccia al bar; il muflone che l'ha urtata alle proiezioni luminose in piazza Duomo ieri sera; il bamboccio che le ha sputato quasi su una scarpa; la signora che non le ha risposto mentre le parlava. Non la vedono, signor Gallone, perchè lei non esiste.

Empiricamente, dunque, lei dovrebbe possedere le prove di non esistere, signor Gallone. Ma le dirò di più: non esiste nemmeno tutto quel mondo di fantasia che lei si è costruito attorno. Può lei davvero pensare che una canzone dal testo e dal cognome tanto imbarazzanti possa vincere San Remo? E' una sua fantasia. Può pensare che un goffo incidente su un traliccio possa tramutarsi in un gesto di rivoluzionario eroismo? O che un arrogante sfaccendato possa insultare a oltranza un carabiniere? Si renda conto, lei è un visionario. Si può credere che con la fedina penale sporca non si trova neanche da raschiare lo sterco incrostato nei gabinetti della Stazione, ma sparando agli sbirri si vinca il concorso comunale? Lei è illogico! Il mondo che lei si è costruito attorno è del tutto inverosimile, e questa dovrebbe essere la prima e cristallina prova della sua inesistenza.

Mi duole esser latore, a lei che tanto mi ha celebrato, di questa triste notizia. Ma qualcuno dovrà pur informarla, e allora mi sento in dovere di metterla a conoscenza dei fatti. Alla prossima, ma dovranno passare quattro anni di inesistenza, prima di risentirci,

con affetto

servo vostro,

quello che non c'è

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