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1 Marzo Mar 2012 2014 01 marzo 2012

“Condanna la violenza dei No-Tav ?” Vendola “ci penserà...”

Chissà cosa penserebbe Gandhi della non violenza di Nichi Vendola. O chissà cosa ne penserebbe Henry David Thoreau, che la predicò prima di lui. O chissà cosa ne penserebbe Gene Sharp, massimo teorico moderno della disobbedienza civile. Chissà cosa penserebbero a leggere questo passaggio dell'intervista di oggi sul Messaggero al presidente della Puglia:

Presidente Vendola, lei con chi sta: con i no-tav o con i carabinieri?
«Sto con le ragioni del dissenso, ogni volta che viene espresso in forme civili, pacifiche, democratiche. La non violenza è la mia precondizione per schierarmi».
Perchè, in nome di questa non violenza, non fa un appello ai no-tav per dire: basta con il teppismo?
«Ci penserò. Nel nostro Dna c'è il diritto all'esercizio del conflitto ma contemporaneamente anche l'umanizzazione del conflitto. Non dobbiamo dimenticare che, per un intero popolo di quei territori, la violenza è rappresentata dal grande buco della Tav, dal suo impatto ambientale e dal suo costo economico».

Quel «ci penserò» mette i brividi. Quando venne in Piazza Affari a Milano a incontrare il mondo della finanza, in quel momento all'apice dello scontro su Parmalat coi francesi di Lactalis, e, con estremo candore, ammise a Linkiesta che lui, che vorrebbe un ruolo nella politica nazionale, della più importante partita industrial-finanziaria del Paese di quei giorni, non ne sapeva niente, era quasi tenero, se non ci fosse stato da mettersi a piangere. Ma che ora non ne sappia nulla manco di non violenza, o quanto meno, che non sappia abbastanza da mandare un messaggio chiaro a quelle frange estremiste che stanno alzando il tono dello scontro, bè, questa è una novità.

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