La fanfara frenetica
1 Marzo Mar 2012 1226 01 marzo 2012

Lucio Dalla, dal Dixieland all'Opera

Lucio Dalla artisticamente è nato come Jazzista...



Per molti anni ha campato suonando nelle numerose Band
che affollavano Bologna e dintorni e compare anche in filmati e registrazioni d'epoca.

Poi ha cambiato mondo, ma la sua natura profonda, non ha mai dimenticato
il Jazz visto che Lucio sapeva improvvisare molto bene sia col clarinetto che con la voce.

a 4,40 c'é un'intervista a Lucio Dalla



Stilisticamente ricorda Woody Herman...o Tony Scott...
o quei clarinettisti di New Orleans neri come Johnny Dodds o George Lewis,
che suonavano un jazz semplice ma carico di Blues.

Con la voce aveva inventato un "superscat" esilarante e certamente,
ha usato il Jazz come nutrimento della mente e della creatività.

Non ha mai strafatto o osato.. era sempre "nel suo".

Quello che è certo é che Dalla aveva SENSO DEL BLUES...

Il Blues è presente in tutto quello che ha fatto.

Non dimentichiamo che ha faticato molto ad imporsi,
visto l'aspetto fisico e lo stile peculiare che esprimeva,
non conforme agli standard dell'epoca.

Sergio Bardotti mi raccontò che come produttore,
sudò sette camicie per farlo conoscere visto che non sfondava mai.
Lo comparò ad un "uovo di struzzo" e ci é voluto molto tempo
per far nascere.
Uno dei modi che Bardotti escogitò per imporlo,
fu di trasformarlo in conduttore di una trasmissione per bambini,
sulla Tv dei Ragazzi: "Gli Eroi di Cartone".


Poi giunse il successo e Lucio ha continuato a suonare Jazz e a perseguire una strada
che nessuno ha saputo percorrere come lui.

Ha esplorato qualunque forma, anche quella Operistica.

Aveva importato questo suo amore per una musica "totale" (citando Gaslini),
nella musica popolare italiana, creando uno stile unico.

Il suo senso armonico era mutuato dalla grande scuola del songbook americano
di prima maniera... da Kern, da Gershwin, da Weil.
Con l'avvento dei Beatles ha implementato standard rock e pop di altissima qualità nella sua musica.



Uomo musicalmente coltissimo, Dalla non ha mai dimenticato
il primo amore e ha spesso colaborato con jazzisti come Petrucciani
o Stefano Di Battista,che ammirava immensamente.


Aveva iniziato nelle band Dixieland che proliferavano ovunque negli anni sessanta
e dal Jazz aveva mutuato la natura irruenta, irrituale e libera da condizionamenti.

La sua immensa musicalità ci mancherà.

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