Papale papale
1 Marzo Mar 2012 1951 01 marzo 2012

Voglia (cattolica) di grosse Koalition

Ora ne parlano apertamente anche Berlusconi, Casini, Bersani. Chi pro e chi contro, ma il tema è approdato all’ordine del giorno. I primi ad aver accarezzato l’idea di una grosse Koalition nella prossima legislatura, nei giorni scorsi, sono stati gli ambienti cattolici. Divisi su quasi tutto, ma non su questo. E’ solo un’idea, un’ipotesi accennata nei pourparlers parlamentari o nei ragionamenti elaborati in ambiente ecclesiale. Ma l’idea che dopo Monti ci sia di nuovo Monti, o comunque un governo guidato da una personalità di alto livello che gode del sostegno dei partiti principali, piace a molti, o quanto meno non dispiace. Piace all’Udc e a chi, tra le gerarchie ecclesiastiche, guarda al partito di Casini come al miglior garante di una politica catholically correct. Piace a chi – anche in Vaticano – vorrebbe che il dopo-Berlusconi accelerasse la scomposizione e la ricomposizione del quadro partitico per far magari nascere un nuovo partito centrista di ispirazione cristiana. Non dispiace ai cattolici bipolaristi – da Eugenia Roccella a Giorgio Tonini – che temono una legge elettorale proporzionale, ma sanno che dalle prossime urne potrebbero uscire tutti sconfitti e la politica rischierebbe di essere commissariata per cinque anni. Mentre Comunione e liberazione è impegnata in una propria battaglia di superamento del formigon-berlusconismo, mentre le associazioni cattoliche che si riunirono a Todi per dare l’estrema unzione al governo Berlusconi sono divise e concentrate su altri fronti (Andrea Bonanni, per fare il nome più noto, è fin troppo occupata di riforma del lavoro), mentre il cardinale Angelo Bagnasco non spiega qual è la visione della Cei sul futuro politico italiano, forse in attesa di essere riconfermato alla guida dei vescovi italiani, e il cardinale Tarcisio Bertone non si esprime, forse perché sotto attacco di chi ne vuole il prepensionamento - l’unica ancora di salvezza, per la galassia cattolica che vuole contare nel futuro della politica italiana, sembra essere quella della grosse Koalition.

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