Iran Ora! – notizie e retroscena da Tehran
5 Marzo Mar 2012 2320 05 marzo 2012

Obama affronta la lobby israeliana, Khatamì i riformisti inferociti

Obama alla conferenza dell'Aipac ha dichiarato che tutte le opzioni sono sul tavolo, ma con un'ordine di preferenza ben preciso: la politica, diplomatica, l'economica e - solo se necessario - la militare. Ha tirato le orecchie ha chi continua a spingere per andare in guerra: "parlare di guerra beneficia l'Iran, perché aumenta il prezzo del petrolio che vendono, così da avere più soldi per finanziare i propri progetti sul nucleare".
Ma il generale in capo delle Forze armate iraniane lo aveva preceduto di qualche ora: "Nel confrontare i nemici dell'Iran, tutte le opzioni restano sul tavolo". Settimana scorsa alcuni ministri avevano ipotizzano un attacco di difesa preventiva nei confronti di Israele.
Nel frattempo l'associazione degli iraniani americani (Niac) ha diffuso una pubblicità in cui chiede a Obama di schierarsi con più forza contro la guerra. Nella pubblicità vengono riportate le citazioni più significative a sostegno di tale posizione.

L'immagine ad alta risoluzione qui

Nel frattempo il ministro dell'energia ha lanciato un ultimatum nei confronti di altri tre paesi europei - Belgio, Repubblica Ceca e Paesi bassi - che seguirebbero il Regno Unito e la Francia nella lista dei paesi ai quali non verrà più esportato petrolio iraniano. Nel frattempo salgono le preoccupazioni per l'influenza dell'Iran in America latina, tanto che il Congresso americano ha approvato il “Countering Iran in the Western Hemisphere Act”, volto a monitorare meglio l'attività iraniana nell'area: le ambasciate sono passate dalle 5 del 2005 alle 11 di quest'anno.

Nel frattempo sono arrivate le spiegazioni riguardanti il voto di Khatamì, l'ex-presidente riformista che aveva dichiarato che non avrebber votato perché le elezioni non erano libere... ma poi a sorpresa si è recato ai seggi. Khatamì spiega: "Non mi aspetto che tutti capiscano, anche perché ci sono restrizioni alla possibilità di parlare in pubblico... Mi sono comportate come un vero riformista, per preservare quella piccola possibilità di portare avanti le riforme, che considero l'unica strada per preservare la dignità del nostro paese e realizzare gli ideali della Rivoluzione, nonché per affrontare minacce esterne e interne alla nazione".

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