Umami
10 Marzo Mar 2012 1044 10 marzo 2012

Il circolo dei furbetti

In Italia ci sono troppi finti circoli nati al solo scopo di evadere le tasse e aggirare le leggi. La denuncia è stata rilanciata direttamente dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), con una serie di note stampa che preparano a un'estate di fuoco. Negli ultimi due anni si è fatta rovente la polemica sulle sagre, accusate di far attività di concorrenza sleale alla ristorazione, con feste lunghissime dove si esercita vera e propria attività di ristorazione "senza pagare tributi e contributi grazie al regime forfettario" (nota Fipe). Ora arriva ancor più dura la presa di posizione sui circoli privati, dopo alcuni recenti servizi televisivi e le norme per l'autorizzazione in materia di sicurezza pubblica contenute nel dl semplificazioni che avrebbe favorito ancora una volta queste attività, vera e propria spina nel fianco della Fipe. "I circoli non rilasciano scontrini ‘a norma di legge’ e non pagano le imposte e l’Iva sulla somministrazione, eppure non si alza un dito per combattere questa situazione" ha dichiarato il presidente Fipe Lino Stoppani. Nel calderone e nella polemica generale finiscono un po' tutti, dai ristoranti camuffati ai locali di musica dal vivo (dove si accede sempre tramite associazione, più o meno reale) fino ai locali di divertimento notturno, come i tanti strip club mascherati da circoli sportivi o culturali. Un mondo finora sopportato dalla Fipe, accettato in una sorta di indifferenza. Oggi, però, con la crisi che continua a mordere e il mal di pancia crescente della base associativa, si è fatta più pressante la richiesta di una regolamentazione di circoli e associazioni private. La difficoltà, quando il legislatore deciderà di intervenire, sarà dividere in modo efficace il grano dalla gramigna. In una vera e propria giungla di circoli e associazioni, sagre e rassegne varie, esistono tante attività meritorie e iniziative che hanno come solo scopo la promozione del territorio e la ricerca di fondi benefici. La via migliore sarebbe quella di un censimento, di sagre e circoli, con scopi e date di fondazione, messi nero su bianco e magari inquadrati in un codice di autoregolamentazione che potrebbe diventare il testo base di una nuova legge in materia. Sempre più necessaria, sia per i ristoranti sia per i circoli (quelli veri).

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