Accadde Domani
11 Marzo Mar 2012 1132 11 marzo 2012

Il peso dei partiti sul governo di Mario Monti

Il fardello è pesante, anzi pesantissimo. All'inizio di disse del governo Monti che sarebbe stato libero di agire sull'economia ed sulla politica perchè poteva muoversi liberamente senza tener conto del consenso elettorale. Regole d'ingaggio per un lavoro sporco che i partiti non sarebbero stati in grado di fare. Un'immagine, quella dell'ingaggio, per niente nobile ma che rappresenta bene quello che è accaduto finora e spiega ancora meglio però tutti i limiti del governo Monti anche in termini di capacità riformista. Se infatti si scava un po' più a fondo sulla politica di questo governo dal momento del suo insediamento si scopre che il peso dei partiti è enorme, assai limitativo della libertà d'azione di questo esecutivo. L'unica cosa che il governo Monti ha fatto di strutturale è la riforma delle pensioni, colpendo così i ceti più popolari e aggravando la stretta recessiva. Ma quando si è trattato di colpire i poteri forti e gli interessi di potere tutta la libertà del governo Monti si è disintegrata. La prova delle liberalizzazioni è stata fatale, è bastato che quattro tassisti guidati da Maurizio Gasparri alzassero la voce per intimidire il governo e ottenere così che fossero ancora i comuni a gestire la lobby dei tassisti. Stesso discorso a proposito degli avvocati. Ora all'ordine del giorno c'era da mettere le mani sulla Rai e sulla giustizia ma non appena Angelino Alfano su richiesta di Berlusconi ha deciso che Rai e giustizia non si toccano, il governo si è subito allineato e Mario Monti ha dovuto rassicurare gli alleati Pdl che non si occuperà di quelle questioni. E allora, professor Monti, di quale autonomia stiamo parlando? Il suo governo non doveva fare riforme strutturali decisive per uscire dallo spettro della recessione? Corrado Passera aveva detto agli europei: "Vi stupiremo". Stiamo ancora spettando di stupirci ma temiamo che con la zavorra dei partiti sarà difficile mettere a segno riforme significative. Tutto si risolverà in una botta pesantissima ai pensionati e forse in una modifica dell'articolo 18. Per il resto tutto come prima.

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