Chi parla male
14 Marzo Mar 2012 1227 14 marzo 2012

Lecce, in campagna elettorale le intercettazioni diventano slogan

Loredana Capone, vicepresidente della giunta Vendola, vincitrice delle primarie del centrosinistra a Lecce e ora candidata a sindaco, sdogana le intercettazioni telefoniche in campagna elettorale. «Cumandamu nui allu Comune te Lecce» (comandiamo noi al Comune di Lecce) è la frase pronunciata al telefono dal docente universitario salentino Massimo Buonerba, ex consulente dell’allora sindaco di centrodestra di Lecce Adriana Poli Bortone, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta rete di riciclaggio di danaro sull'asse Lecce-Lugano, indagine che ruota intorno alla realizzazione del filobus del capoluogo salentino.
L'agenzia di comunicazione Proforma, la stessa di Vendola e di molti altri candidati del centrosinistra, ha ribaltato quella frase simbolo del potere arrogante che tutto può (fermo restando la presunzione d'innocenza di chiunque) tramutandola in uno slogan di una potenza secondo me formidabile che farà scuola.


È la Capone stessa sul suo profilo facebook che spiega: «Abbiamo citato il simbolo della cattiva amministrazione degli ultimi 15 anni di governo Poli-Perrone-Fitto: il filobus e l'inchiesta collegata. Abbiamo ricordato ai leccesi l'arroganza di quel modo di governare. E abbiamo detto loro che la nostra idea di città è opposta. "Cumandamu nui allu Comune te Lecce" è ciò che i cittadini potranno dire se sceglieranno noi, perché Lecce è di tutti e noi vogliamo rimettere al centro l'interesse pubblico».

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