Capitalismo e salame
18 Marzo Mar 2012 1205 18 marzo 2012

Il Mercato è Libertà? La risposta di Tiziano Terzani

«Tu pensa all’Economia […] l’Economia dovrebbe essere fondata sull’esigenza dell’uomo e non sui criteri economici.[...] la Crescita, ma siamo sicuri che il progresso deve essere solo crescita ? [...] Accontentiamoci» Tiziano Terzani

L’obiettivo di Capitalismo e Salame è quello di instaurare un Dialogo, il più possibile costruttivo. Con i primi post e articoli siamo riusciti a scambiarci opinioni, molto divergenti e quindi contestabili ma sicuramente indispensabili per vedere le mille sfaccettature del nostro sistema Economico.

Capitalismo e salame – Il post di fondazione

Il Libro di Adam Smith compie gli anni, un bel ripasso ci farà bene

Un Regalo per i Lettori de Linkiesta.it per festeggiare i 236 anni del Capitalismo – post

In questo post lascio la ”parola” ad un grande uomo, un grande giornalista, un grande reporter di guerra, forse un grande filosofo, un grande uomo della Storia: Tiziano Terzani.

Tiziano Terzani è considerato uno dei più grandi giornalisti del mondo. Nato a Firenze nel 1938 dopo gli studi presso l’Università Normale di Pisa e dopo un periodo di lavoro all’Olivetti, riprende e conclude gli studi presso la Columbia University di New York. Trascorre la sua vita nel continente asiatico, tra Vietnam, Cambogia, Cina, Thailandia come corrispondente per Der Spiegel, La Repubblica e Corriere della Sera. Durante la sua permanenza in Asia è stato testimone di alcuni tra i cambiamenti storici più importanti della seconda metà del Novecento: dalla caduta dell’impero comunista russo (ne ha scritto in Buonanotte signor Lenin), all’olocausto cambogiano ad opera dei khmer rossi narrato in Fantasmi, passando per gli orrori della guerra in Vietnam attraverso i racconti dal fronte raccolti in Pelle di Leopardo, e alla caduta delle torri gemelle. Tiziano Terzani muore ad Orsigna (Pistoia) nel 2004 a causa di un tumore che lui stesso ha definito «una benedizione e un amico».

Secondo me, tutti dovrebbero leggere, studiare e capire Tiziano Terzani. Per questo oltre al breve video dove ci viene spiegato cos’è l’economia e quindi il mercato, vi prego di dedicare 53 minuti della vostra domenica, o di altri giorni, per ascoltare le immense e pesanti parole di Terzani in un belissimo documentario di Mario Zanot.

Nota bene: Risposta ai commenti di “Mercato e Libertà”.

Ringrazio il blog Mercato e Libertà e Pietro Monsurrò per le sue riflessioni. Colgo l’occasione, però, per precisare due punti:

1– Rispetto molto Mercato e Libertà e sono convinto che io non debba insegnare niente a “voi” ma piuttosto che io abbia molto da imparare dal vostra esperienza e dal vostro blog. Vi ringrazio, perché avete speso del tempo (sicuramente prezioso) per scrivere dei commenti molto approfonditi che mi hanno fatto molto riflettere.

2 – L’articolo Il Libro di Adam Smith compie gli anni, un bel ripasso ci farà bene doveva essere un semplice post e non un approfondimento che voleva stravolgere il pensiero smitthiano. La Ricchezza delle nazioni è un libro complesso e la mia esperienza “intellettuale” è ancora scarsa per apprendere appieno il vero significato dell’opera. Questo anche dovuto al fatto che, entrambe le università che ho frequentato, dalla facoltà di Economia e finanza dove mi è stato insegnato che nel mercato non c’è etica al corso di Economia e scienze sociali dove ho ben appreso che l’importante è sempre porre un MAX (e raramente un MIN) davanti a ogni funzione di utilità, nessuno mi ha mai parlato, approfonditamente né di Adam Smith né della ricchezza delle nazioni. Un po’ come dire che uno studente di filosofia non studi la S.P.A (Socrate, Aristotele, Platone). L’articolo voleva sottolineare degli aspetti “inconsueti” che avevo notato studiando dei libri di critici del pensiero economico.

Tornando a rivolgermi a tutti, concludo con il passo tratto dall’articolo di risposta a Oriana Fallaci (La rabbia e l’orgoglio, Corriere della Sera, 29 settembre 2001) che Tiziano Terzani intitolò Lettere da Firenze e pubblicò, sempre sul Corriere della Sera l’8 ottobre 2001:

«Passo ore, da solo, a guardarle, lì maestose ed immobili [si riferisce alle montagne della catena dell’Himalaya, ndr], simbolo della più grande stabilità, eppure anche loro, col passare delle ore, continuamente diverse e impermanenti come tutto in questo mondo. La natura è una grande maestra, Oriana, e bisogna ogni tanto tornarci a prendere lezione. Tornaci anche tu. Chiusa nella scatola di un appartamento dentro la scatola di un grattacielo, con dinanzi altri grattacieli pieni di gente inscatolata, finirai per sentirti sola davvero; sentirai la tua esistenza come un accidente e non come parte di un tutto molto, molto più grande di tutte le torri che hai davanti e di quelle che non ci sono più. Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia. Ti saluto, Oriana e ti auguro di tutto cuore di trovare pace. Perché se quella non è dentro di noi non sarà mai da nessuna parte».

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