Un pugno di mosche
18 Marzo Mar 2012 2045 18 marzo 2012

'Micro-finance'

727mila investitori, 293milioni di US$ di prestiti, dal 2005 a oggi, in 61 Paesi. 99% la 'repayment rate'. Che banca mai sarà? Ne' americana ne' europea, visto quel che e' successo negli ultimi anni. Fuochino. Neppure un colosso, viste le cifre. Fuocherello. E pure, con quel tasso di rimborsi in anni come gli ultimi, deve avere qualcosa di speciale. Fuoco. Kiva e' una organizzazione internazionale senza scopo di lucro che attraverso il web raccoglie micro-versamenti (in tagli da 25, 50, 100 US$) destinati nella loro interezza a specifici progetti di (micro-)investimenti. Cioè? Micro-finanza. Servizi di prestiti e depositi a favore dei poveri, che non hanno accesso al credito ne' sanno dove depositare i loro piccoli risparmi. Ma con piccoli investimenti, nell'ordine delle poche decine o centinaia di dollari, possono avviare o ingrandire piccole attività imprenditoriali. E' la geniale trovata del Premio Nobel Mohammad Yunus, grazie alla quale oggi 160 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo accedono al micro-credito. In pratica? Vai su www.kiva.org, accedi alle migliaia di storie di capi-famiglia, uomini e donne, micro-imprenditori. Guarda i loro progetti, poi magari scegline uno, e decidi di appoggiarlo. PayPal o carta di credito, 25 US$ possono bastare. E verranno restituiti, appena possibile. Meno oneroso di una donazione e non meno redditizio di un deposito bancario, coi tempi che corrono. Con la gioia di offrire un importante aiuto a chi riceve la nostra fiducia, e la soddisfazione di sentirsi micro-banchieri, per una volta a fin di bene. Perché no?

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