Fatti di Scienza
21 Marzo Mar 2012 1809 21 marzo 2012

Tutti i numeri degli ospedali italiani: la guida ai migliori, la lista dei peggiori

Anche il singolo cittadino ha il diritto di sapere, quando sceglie dove andare a curarsi, se l'ospedale è in grado o meno di garantirgli il miglior standard di cura disponibile. Ma finora i dati relativi alle performance degli ospedali italiani, per il trattamento di alcune patologie come l'infarto miocardico, sono rimasti nelle mani degli esperti. Ora invece, grazie alla tenacia di Amelia Beltramini, giornalista di Focus, diventano pubblici e consultabili da tutti online.

In un pezzo intitolato «La guida ai migliori ospedali d'Italia», Beltramini organizza e rende disponibili, sotto forma di tabelle e accompagnati da una spiegazione dettagliata del loro significato, i dati che sono stati raccolti nell'ambito del «Programma nazionale esiti» del Ministero della Sanità, condotto da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e poi di fatto realizzato dal dipartimento di epidemiologia dell’Asl Roma E.

La cosa che colpisce, leggendo i vari pezzi di cui è composto lo speciale pubblicato da Beltramini è la sostanziale differenza nei risultati tra la mortalità dei pazienti trattati nei diversi ospedali. Per esempio, nel caso dei ricoverati con infarti, la percentuale media di morti in Italia è di quasi l'11%. Ma negli ospedali migliori questo dato scende sotto il 5%, mentre in altri sale drammaticamente, perfino al 30-40%. Le ragioni sono molte: tempestività della cura, numero dei casi trattati e quindi affidabilità delle pratiche e delle competenze messe in gioco, e così via.

Beltramini spiega anche in modo dettagliato, seguendo le buone pratiche del data journalism che esplicita metodi e fonti, che ha lavorato per più di due anni per ottenere questi dati.

Dopo aver richiesto i dati al Ministero della salute, in nome della trasparenza, Focus ha anche avanzato una istanza ufficiale all'Agenas, sulla base delle leggi per la trasparenza dei dati.

Dopo varie insistenze con il Ministero, raccontate in dettaglio nel blog di Amelia Beltramini «Spizzichi e smozzichi», i dati sono stati resi pubblici.

La cosa che dispiace, nel resoconto di Beltramini, è apprendere dell'atteggiamento di alcuni colleghi che hanno preferito ignorare i dati pubblicati da Focus forse per timore di una smentita ufficiale da parte del Ministero. Senza nemmeno preoccuparsi di verificare se questi dati esistessero, se fossero corretti e quindi se valesse la pena o meno di rilanciare e diffondere e semmai commentare e validare queste informazioni. Che allo stato attuale delle cose sembrano solide e non sono state smentite da nessuno. (elisabetta tola)

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