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27 Marzo Mar 2012 1339 27 marzo 2012

No Monti non è la Thatcher ma soprattutto non può esserlo

No Monti non è la Thatcher, come sostiene il Wall Street Journal, e né può esserlo, per almeno quattro ragioni: a) la baronessa ha vinto delle elezioni, il nostro è, al meglio, l'uomo del Colle b) la baronessa aveva dietro un partito solo, il suo, i conservatori c) la baronessa poteva per questo esercitare una politica di destra senza curarsi del resto dell'equilibrio politico d) la baronessa fu l'inizio degli anni della Reaganomics che sono però finiti nel disastro che abbiamo sotto gli occhi. Molte cose di quegli anni erano giuste, ma tante altre furono delle forzature che abbiamo pagato (le banche sono davvero imprese come le altre?). Siamo in una crisi di sistema dove, se Monti si limitasse a riprodurre con la carta carbone quelle politiche, se per intendersi limitasse la sua azione al ridurre il peso dei sindacati, senza rendersi conto che i rapporti fra il mercato e la politica non sono più gli stessi, sarebbe esiziale. E infatti: se Monti si dovesse limitare a implementare pedissequamente politiche neo-thatcheriane, a quel punto che ci starebbe a fare il Pd al governo?

Lo sappiamo, solo le categorie assiomatiche di una certa stampa conservatrice anglosassone possono essere così manichee. Se tutto quello che faceva Berlusconi era male, tutto quello che fa Monti è bene. L'una è la conseguenza dell'altra.

Ma se Monti diventa la Thatcher è la fine di Monti. Né glielo si può augurare. La baronessa finì travolta dalla proteste popolari contro la poll tax. Fortuna che il Journal si rende conto che far passare la riforma per decreto sarebbe una follia visto che «una riforma di successo e duratura non può essere effettuata per decreto, bensì dimostrando che questi cambiamenti godono di un mandato popolare». Insomma almeno chi dice che è una Thatcher, tiene conto che l'ultima cosa di cui ha bisogno il Paese in questo momento è di un unire al default economico anche un default di coesione sociale.

E poi Monti non è la Thatcher per una ragione molto semplice. Lei, giustamente, tagliava, almeno in parte, la spesa pubblica. Monti semmai "fa" la Thatcher quando c'è da prendersela con pensionati e lavoratori, mandando in visibilio chi riduce i problemi dell'Italia alla Fiom. Liberalizzazioni? Separazione Eni-Snam? Spesa pubblica? Su questi fronti, da queste parti, di Thatcher non se n'è vista manco l'ombra.

Twitter: @jacopobarigazzi

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