Mercato e Libertà
28 Marzo Mar 2012 1716 28 marzo 2012

Piccoli assicuratori per le liberalizzazioni, contro l'oligopolio delle grandi compagnie

In Italia la categoria degli assicuratori non gode di particolari simpatie da parte degli assicurati. L’elevata quantità di truffe ai danni delle compagnie assicurative può solo in parte spiegare tariffe RC auto così esose, ma non può interamente giustificare prezzi come non se ne vedono nel resto d’Europa. In linea con il lobbying all’italiana, le grandi compagnie assicurative costituiscono un gruppo di pressione saldamente organizzato e con importanti privilegi da difendere. Come accade per notai, tassisti o farmacisti, i grandi assicuratori osteggiano la liberalizzazione del settore, che equivarrebbe per loro a rinunciare a una comoda condizione di oligopolio. A pagare per i privilegi che la politica riserva a tale categoria non sono solo i consumatori. I piccoli e medi assicuratori, di fatti, sono soggetti a una concorrenza sleale che non permette loro di affermarsi sul mercato.

Prive del potere di influenzare le decisioni prese a Palazzo, le associazioni di piccoli e medi assicuratori puntano tutto su quelle liberalizzazioni ostacolate dai colleghi più influenti, certe che solo un regime di concorrenza e libero mercato possa garantire guadagni per le loro agenzie e tariffe più modiche per gli assicurati. Tra queste realtà Unapass, a tutti gli effetti associazione sindacale degli assicuratori, è la più attiva sul fronte liberalizzatore. Nel Protocollo d’Intesa siglato con Adiconsum e Upi, Unapass si fa promotrice degli articoli del decreto Monti riguardanti le assicurazioni e sottoscrive un impegno concreto per contrastare il diffuso fenomeno delle truffe assicurative attraverso l’installazione di scatole nere nei veicoli e corsi nelle scuole volti a sensibilizzare i più giovani alla cultura della legalità. Inoltre, Unapass si impegna a far adottare ai propri iscritti forme efficienti di comunicazione per informare i clienti sulle tariffe proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi, in modo da garantire trasparenza e competitività.

Il fatto che un’associazione sindacale punti sull’apertura alla concorrenza per contrastare il potere forte delle grandi compagnie assicurative dedite alla conservazione di antichi privilegi è l’emblema di una mentalità liberale che si fa strada, ove il libero mercato è l’unica difesa contro le politiche volte ad avvantaggiare quei gruppi di interessi con un peso decisionale maggiore. L’iniziativa di Unapass acquista un valore particolre nell’Italia che guarda con diffidenza alle liberalizzazioni, convinta che le situazioni di cartello e le tariffe oltremodo alte siano tanto più possibili in regimi deregolamentati. Al contrario, la presenza dello Stato nel settore assicurativo è ancora troppo forte, ed è proprio la sua intermediazione con politiche a favore dei grandi gruppi assicurativi a determinare costi dell’RC per gli automobilisti italiani pari al doppio di quanto spendono i cugini francesi. In questo quadro, Unapass sembra l’unica associazione della categoria ad aver capito che a doversi fare da parte è lo Stato

Daniele Venanzi
twitter@danielevenanzi

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