Sonar: segnali di mobilità in-sostenibile
30 Marzo Mar 2012 1532 30 marzo 2012

E dacci oggi il nostro gran premio quotidiano in città (con tragedia)

Dicono che la sostenibilità del trasporto viaggi anche e molto su due ruote. In questa primavera inoltrata, si apre de facto la stagione dei motori. Davanti all’ennesimo mazzo di crisantemi ripubblico note sul circuito di Milano a beneficio dei colleghi piloti.

Al Salto di viale Toscana il Joey Dunlop del gallaratese se ne fotte del giallo, stringe chiappe e occhi. Vola scollinando dal rettifilo sul suzuki Gsxr, qualche spettatore sbadiglia davanti al Consorzio, il 15 proveniente da via Ripamonti fermo in attesa di ricevere stanghetta bianca. Lo scarico ulula in fondo alla Chicane del Capolinea. Noi tutti più o meno quieti dietro la 91 che fa da pace-car aspettiamo bandiera verde. Due cinquanta si appiattiscono sulla fiancata del filobus: per conquistare un posto migliore in griglia rischiano di diventare affissione dinamica pure loro. Scatta il via. Superscooter schizzano, qualche RR cerca di salvare l’onore, il gruppone arriva compatto al semaforo dell’EuropAssistance/piazza Trento, alle spalle un rumore bomba: il celodurista ci considera mosche sulla visiera, passa impennando e ci lascia impietriti
Attorno a me i team del campionato multimarcamulticilindratamultimodello categoria 8.45 am con i loro driver:
il Pipa, che guida lo scooter sempre e solo con una mano fumando il suo braciere con l’altra, come se fosse sul lungomare di Riccione. Pensa che l’umanità sia un danno estetico. Messaggio sottinteso: a casa ho una moto GP, ma qui, in mezzo a voi stronzi, uso solo uno scuterillo.
Il Salsiccia, pesa centottantachili e per snellirsi mette il duvet anche a luglio. Il manubrio spezzato davanti a lui sembra fatto di stuzzicandenti e la moto, pur sempre un cbr 900, un giocattolo filoguidato per neonati.
Il Linea, ha un Centro 50 e vive fisso sulla mezzeria. Non supera i 40 nonostante le frecce tricolori planino attorno a lui in tonneau sempre più arditi. Il pericolo è il suo (secondo) mestiere.
Il Lampeggia, ha l’indice della sinistra incollato al flash. Lampeggia a qualsiasi cosa sia presente sul monitor del suo radar. Adora passare a destra lasciandovi lo stesso spiraglio di luce che c’è tra la lama e il telaio delle affettatrici rosse Berkel.
Il Shadow, placidamente sdraiato sulla sua finta Harley che pot-pot-eggia da uno scarico aftermarket. Sicuramente non sarà suo, ma l’odore di olio bruciato gli appartiene d’ufficio.
Il Suicida, ha scelto di abbreviare la sua permanenza tra noi girando in bicicletta nel circuito. Stufo marcio delle troppo tranquille (due o tre) piste ciclabili della Capitale della Moda cerca di essere scuoiato da una delle sopracitate lame rotanti. A volte si ingarella con il Linea (a fare chi arriva ultimo).

Piccoli suggerimenti per un chrono-stop accettabile:
Giro in senso orario:

  • L’entrata in circuito in Viale Umbria va calibrata: evitate di tenervi a sinistra e intrupparvi, tanto vale buttarsi a destra e poi tagliare secchi sperando che i commissari di percorso non vi diano una penalità.
  • Allo svincolo di viale Cassala/Carlo Torre non paralizzarsi dietro alla 91: svoltano a destra per obblighi di percorso, quindi puntare e limare l’angolo posteriore sinistro dell’autoarticolato, poi tirare diritto evitando il frontale con mezzi sopraggiungenti.
  • In viale Misurata al rilevamento cronometrico del PSV (Pronto Soccorso Veterinario) fare attenzione alla lastra di acciaio permanente sull’asfalto: se piove vi serve la Carolina Kostner.

Giro in senso antiorario:

  • All’incrocio dell’ex Centrale del Latte occhio alle due righe orizzontali, se vi fermate a quella più vicina al semaforo rischiate di essere centrati da un non meglio identificato bus con soffietto che si immette da via Castelbarco. Ciuf ciuf.
  • Nella bretella da dirt track preceduta dalla Chicane che vi porta a Piazzale Lodi, appena immessi in viale Isonzo tuffatevi a destra dietro al capolinea della 91 e poi rientrate sulla sinistra senza troppe manfrine.

Altre considerazioni.
Partecipo al TT che si svolge ogni giorno a Milano e ad oggi ne sono uscito intatto. Se per un momento ho pensato di ringraziare la Sindaca&il Sindaco poi per avermi permesso di provare l’emozione di transitare nell’anello della Circonvallazione di Milano riservato a taxi e filobus ogni tanto ci ripenso. Perché quello che era un piacevole privilegio è diventato un azzardo. Tra ambulanze, taxi, auto-permesso-disabili, vigili, polizia, pompieri, protezione civile, auto blu, car-sharing e - ovviamente - i trasporti urbani di vario genere che qui dovrebbero essere di casa, motocicli, ciclomotori e spesso anche ciclo-e-basta sono sempre di più, sempre più indisciplinati, sempre più cazzari. E mentre tutto scorre, mazzi di crisantemi continuano ad adornare gli ostacoli di questo circuito improvvisato.

Un ultimo consiglio: occhio sempre e comunque a quelli che svoltano a sinistra: bisognerebbe fargliela pagare cara, questa è un pista, mica una strada.

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