Fatti di Scienza
31 Marzo Mar 2012 1531 31 marzo 2012

Neutrini: la senzazione di una comunicazione mal gestita

Sulle dimissioni presentate da Antonio Ereditato, ho già scritto ieri. A ventiquattr'ore di distanza, però, ci sono alcuni aspetti della vicenda che mi paiono interessanti. Nella sua lettera al direttore del mensile LeScienze, l'oramai ex portavoce di OPERAscrive di essere stato "sopreso" dal risalto mediatico dato alla notizia della presunta scoperta di neutrini che si muovono a velocità superiore a quella della luce. Posso immaginare che uno scienziato non sia così abituato a gestire la comunicazione con un pubblico così ampio e posso anche capire che la pressione sia stata effettivamente tanta, troppa per chi non è abituato a quei palcoscenici mediatici.

Però, perché c'è almeno un però in questa storia, in queste ore lo stesso Ereditato ha difeso le sue azioni sottolineando che mai lui o i colleghi di OPERA hanno parlato di "scoperta o risultato acquisito", ma si sono limitati a parlare di dati "imprevisti o scomodi, e la conseguente richiesta di scrutinio da parte della comunità degli scienziati". Una sottigliezza lessicale non da poco, con in più un valore sostanziale importante, almeno all'interno della comunità scientifica: non abbiamo messo in discussione la teoria della relatività di Einstein, ma abbiamo dei dati che non tornano e vorremo che ci aiutaste a capirli.

Ha ragione Ereditato a ribadire che si tratta di un modo di agire in linea con il metodo scientifico, ma è difficile togliermi dalla testa l'idea che si tratti di una mezza furberia. Nel senso che lo scarto, mediaticamente parlando, tra "scoperta" e "risultato imprevisto" è minimo e faccio fatica a pensare che un uomo intelligente come lui (non si diventa portavoce di una collaborazione come OPERA senza qualche merito) non abbia pensato che una certa confusione si poteva generare, specialmente attraverso i mass media.

Quindi, ricapitolando, Ereditato fa una corretta analisi comunicativa degli avvenimenti, ma da quella non discende un comportamento logico se davvero si voleva cercare di minimizzare. Si sarebbe potuto annullare il seminario al CERN lo scorso settembre e si sarebbe potuto prendere tempo per fare prima quelle verifiche che poi hanno scovato l'inghippo. Quella contenuta nella lettera di Ereditato è un'analisi lucida che, a posteriori, lascia in bocca agli osservatori un sapore amaro, soprattutto quando all'epoca della smentita non viene mai detto "abbiamo fatto un errore, umanamente comprensibile". Non ci sembra che nei nostri confronti di osservatori curiosi sia stata usata tutta la trasparenza possibile. No, Ereditato ci raccontava che "non si tratta di un errore, ma non vogliamo nemmeno accampare delle scuse: se ci abbiamo messo tanto è perché non è così semplice". Anche qui ci sono dei distinguo (l'interfaccia che ha due stati, on e off, ma ha operato in uno "stato intermedio"), che però cominciano a puzzare di cerchiobottismo.

Alziamo a sua difesa l'attenuante che la fuga di notizie da cui tutto è partito non lo ha certo messo in una posizione facile: bisognava agire velocemente e sotto pressione. E' qui che, a mio parere, sarebbe dovuto entrare in gioco l'istituzione per gestire al meglio la comunicazione, fosse essa l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che gestisce i laboratori sotterranei del Gran Sasso, o lo stesso CERN dove si è tenuto il famoso seminario di settembre con la presentazione dei dati. E' quello che accade ogni giorno nella politica, quando alle dichiarazioni di un membro di un gruppo, il portavoce o il segretario si affrettano a rilasciare dichiarazioni chiarificatrici. E' un sistema che ha tutta una serie di difetti (molti dei quali sono spesso messi in evidenza dai ricercatori che mi capita di incontrare), ma è un sistema che ha dimostrato una sua certa efficacia. Perché non metterlo in campo in questo caso?

Certo, si dirà che questa analisi è semplicistica, perché nella realtà Ereditato non era davvero un uomo al comando che decide per tutti. Come hanno dimostrato le mozioni interne al gruppo, probabilmente Ereditato aveva già a che fare con tensioni interne e spaccature del gruppo. Il processo di maturazione di questa situazione è, forse, quello che abbiamo visto ha portato a una mozione e alle dimissioni. Certo, se ci fossero state altre voci di ricercatori che hanno lavorato e che lavorano a OPERA che ci avessero aiutato a capire, forse oggi non faremmo così fatica a capire e non avremmo questa sensazione, magari imprecisa, che tutta la vicenda non sia stata gestita al meglio. (marco boscolo)

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook