Congiuntura
3 Aprile Apr 2012 1140 03 aprile 2012

Dracma, pizza e pancakes: ecco la ricetta per la crisi della Grecia

Un bambino di 10 anni spiega come uscire dall’eurozona con pizza e pancakes. Ebbene sì, anche questo è possibile. A riportarlo è il Telegraph, che sta seguendo gli sviluppi del Wolfson Economics Prize, nato nello scorso ottobre per merito di Lord Wolfson, celebre businessman inglese. Lo scopo del contest è quello di trovare una valida soluzione sostenibile per una secessione dall’area euro. Il premio, non irrilevante, è di 250.000 sterline. E l’intraprendente Jurre Hermans, aiutato dal padre, ha voluto partecipare.

«Tornare alla dracma è vitale per la Grecia». Questo è il concetto di Hermans, che spiega in modo dettagliato, fra analisi macroeconomiche, slide e rappresentazioni grafiche, il percorso che deve fare Atene per tornare alla normalità. Il concetto è tanto semplice, quanto efficace, secondo il giovane. Se la Grecia torna alla vecchia moneta, la dracma appunto, le banche possono effettuare uno swap con i cittadini. In pratica, un meccanismo simile a quello che è successo poche settimane fa con il debito ellenico. Una volta completato, i greci avranno in portafoglio la nuova valuta che, deprezzandosi nel cross contro l’euro e contro il dollaro, potrà garantire un maggior potere d’acquisto. Hermans spiega anche le conseguenze di questa mossa, secondo la sua analisi estremamente positive. «I greci potranno permettersi un pezzo di pizza», fa notare. E il report del giovane va poi oltre e spiega che, proprio in virtù della devaluation della nuova dracma, diversi cittadini ellenici potrebbero non voler effettuare lo scambio. Qui viene il bello.

Come avvenuto per lo swap sul debito in mano ai creditori privati, il governo greco dovrebbe mettere delle sanzioni su tutti coloro i quali nascondono euro. Nello specifico, se si occultano 100 euro in banche olandesi o tedesche, spiega Hermans, sarà comminata una multa pari a 200 euro. Un meccanismo simile alle Clausole di azione collettiva (Cac) con cui il governo greco ha forzato la ristrutturazione del debito. Dopo il colossale scambio valutario, le imprese elleniche potranno finalmente avere nuova liquidità per investimenti e aumento della produzione.

Il giovanotto olandese non ha dimenticato nulla. Se poi la Grecia ripagherà i suoi debiti («tutti i suoi debiti», fa notare Hermans), potrà sempre tornare nell’eurozona. Nulla è definitivo, quindi. Più che la troika, il Fiscal compact o il firewall europeo, è la svalutazione che porterebbe la Grecia alla sostenibilità del debito. Un concetto tanto semplice che perfino un bambino di dieci anni lo capisce…

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook