Gesellschaft
10 Aprile Apr 2012 1157 10 aprile 2012

Per Sallusti, meglio rubare e passare per pirla che "tradire"

Stamattina mentre sbirciavo umori e pareri in Rete mi è stato segnalato da Andrea Zitelli questo tweet:

Ecco, per il direttore de Il Giornale meglio "pirla" che "traditore". Il virgolettato è d'obbligo, non perché è una citazione, ma per sottolineare il rimando semantico al quale il direttore fa riferimento.
L'equazione è piuttosto semplice: se rubi e non ti fai scoprire sei furbo, se invece qualcuno registra il fatto sei un traditore.
Solo per chiarire, non so uno di quelli che in queste ore partecipa allo sciacallaggio dei "lo avevo detto", "tutti ladri" etc etc. Anzi, l'atto dell'autista di Renzo Bossi mi è apparso ambiguo e devo ancora valutarlo.
Ma Alessandro Sallusti è il direttore di un giornale tra i più letti in Italia, fa opinione e - anche se con un semplice tweet - legittimare chi "ruba" e definirlo "pirla", perché doveva avere maggiore discrezione, va davvero contro qualsiasi logica o morale giornalistica. Il giuda, colui che non ha taciuto e che ha denunciato, scendere dalla nave che affonda non è da uomini...e potrei continuare per ore. Ma quello che voleva intendere Sallusti è piuttosto chiaro.
Sallusti in quel tweet racchiude l'Italia peggiore.
Sempre grazie a Zitelli, ci siamo accorti che il tweet non è altro che il sunto del suo editoriale di stamattina:

Qualcuno potrà dirmi che Sallusti non è nuovo a queste uscite, per carità, ho scritto decine di articoli sul tema, ma questo cinguettio e il relativo editoriale sono la rappresentazione di una Italia che rifiuto, che denuncio, che non voglio né comprendere e con la quale non voglio più discutere.

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