Alessandro Da Rold
Portineria Milano
12 Aprile Apr 2012 1939 12 aprile 2012

E Rosi Mauro si difese da sola. Pier Mosca lasciato «Koolo Noodo» fuori da Bellerio

È una scena simile a quella di un dramma shakespeariano quella che ha accompagnato la vicepresidente del Senato Rosi Mauro fuori dalla Lega Nord. Accorsa nel primo pomeriggio al consiglio federale leghista insieme con Pier Mosca, la «badante» del presidente Umberto Bossi ha dovuto però far attendere l’autore della hit Kooly Noody (Culi Nudi) fuori dalla porta. Non l’hanno voluto i leghisti dentro la sede di via Bellerio a Milano, dopo quello uscito in questi giorni sui quotidiani. Il poliziotto in aspettativa non ha potuto far altro che aspettare in macchina l’esito di una delle giornate politiche più lunghe per il segretario del Sindacato Padano.

Così, da sola, Rosi ha dovuto affrontare un plotone di escuzione formato oltre che dal Capo pure dall’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. «Si è battuta come un leone», dicono i leghisti che l’hanno vista e sentita urlare come una pazza, dopo quasi tre ore di difesa a oltranza, ripetendo quello già detto di fronte alle telecamere di Porta a Porta. «Ha avuto una reazione orgogliosa, di cui bisogna darle atto, ma irrazionale. Si è difesa spiegando che lei non c'entra. Ma la questione era un'altra»: ha detto all'Ansa il segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. «È stata una discussione seria e approfondita - ha spiegato Giorgetti - abbiamo ascoltato Mauro e le abbiamo ribadito che doveva fare un passo indietro dimettendosi da vicepresidente del Senato. Lei non ha voluto fare questo passo e allora è divenuta inevitabile l'espulsione».

Gliel’ha chiesto più volte il consiglio federale. «Dimettiti per il bene del movimento». Ma lei ha continuato a resistere fino all’ultimo. Alla fine si è deciso per l’espulsione. Bossi e il capogruppo Marco Reguzzoni hanno provato a farla ragionare. L’hanno rincorsa per i corridoi di via Bellerio, ma lei se n’era già andata. Il voto è stato unanime. Poi è tornata è si è rinchiusa in ufficio con Bossi, per un faccia a faccia dove i due hanno ripercorso i tanti anni passati nella Lega Nord, ricordando il periodo della malattia dove la Mauro fu di aiuto a tutta la famiglia di Gemonio. Per Francesco Belsito, l'ex tesoriere al centro delle indagini di cinque procure, sono bastati appena due secondi. Di Renzo Bossi non si sarebbe neppure parlato. «Vediamo, una cosa alla volta, domani è un altro giorno», ha commentato alla fine la Mauro a chi le domandava se si sarebbe dimessa dalla vicepresidenza del Senato.

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