SportivaMente
16 Aprile Apr 2012 1905 16 aprile 2012

La morte di Morosini e la sospensione dei campionati: un errore

Andrò contro la corrente dominante, ma ritengo che la sospensione dei campionati di calcio dopo la morte durante Pescara - Livorno del calciatore Piermario Morosini sia stata un errore dettato dall'impeto emotivo della morte e dalla voglia di dimostrare "di fare qualcosa" piuttosto che da un motivo strategico dei maggiorenti dello sport italiano.


Non voglio negare l'immane dramma umano di Morosini, dei suoi cari, della sua fidanzata, dei suoi amici, dei suo compagni, voglio semplicimente esprimere una semplice constatazione. Perchè se muore sul campo un calciatore di serie A, nazionale giovanile, con morte in diretta su Skye e via radio si ferma lo sport, se invece lo sportivo che muore è di uno sport minore o di una serie inferiore si tira avanti parlando di "tragica fatalità" ?

Il problema delle morti degli sportivi è un problema crescente e tragico. Le sue ragioni sono tutte ancora da definire clinicamente ed epidemiologicamente. Le cause possono essere un doping serpeggiante, un eccessivo "consumo fisico" degli sportivi sempre più stressati psico fisicamente dall'agonismo e dai troppi appuntamenti, la necessità di una sorveglianza più forte sulla salute degil sportivi ...

Sospendendo il campionato per una giornata si è incasinato ancora di più un calendario già isterico per conto suo e si è trovato un modo per dimostrare l'indole dei dirigenti del calcio italiano che dopo un giorno da addolorati hanno mostrato il peggio del loro stile bisticciando (as usual).

Morosini penso avrebbe preferito sentirsi ricordato dalle corse dei tanti calciatori italiani.

Non dalla retorica dei soliti dirigenti sportivi, retori del nulla.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook