Gesellschaft
16 Aprile Apr 2012 0658 16 aprile 2012

Se il Grillismo diventa il Fascismo del Paese

Sempre di più leggo e ascolto paragoni tra questo periodo storico, fatto di Antipolitica, corruzione e crisi dei partiti, al cosiddetto diciannovismo, ovvero il periodo in cui il Fascismo cominciò la sua veloce ed inesorabile ascesa al potere. Il riferimento ha contorni inquietanti, e tale paragone è fatto in maniera frettolosa e il più delle volte senza adeguate argomentazioni.  Diversi i contesti storico-sociali, diverse le condizioni politiche, differenti le opposizioni dei partiti al vuoto politico venutosi a creare. Ciò non toglie che gruppi come il Grillismo, pur di aumentare il proprio consenso, possano far leva su processi di mobilitazione non dissimili a quelli sui quali il Fascismo ha spinto pur di arrivare al potere. La violenza linguistica, le argomentazioni semplicistiche e poco strutturate pur di aumentare consenso, quel qualunquismo spinto che si mischia al populismo Peronista sono solo alcuni  degli elementi che permettono ai diversi opinionisti ed osservatori politici di fare questo paragone. A quanto pare anche per i partiti tale accostamento non pare più così azzardato. Proprio ieri Vendola e Bersani hanno espresso perplessità sul movimento capeggiato da Beppe Grillo e sulle perfomance che l'ormai ex-comico porta in giro per le piazze italiane. A ciò bisogna associare i recenti sondaggi che danno Grillo e il suo movimento addirittura come terzo partito in Italia. Sia chiaro, chi scrive vede delle differenze enormi tra ciò che è stato il Fascismo e il crescente movimento di Grillo, ma ascoltare i diversi comizi del noto comico, dove non esita a chiamare tutta la classe di giornalisti come dei farabutti, che non si limita a chiamare i politici come "casta" e che non esita ad appellarli tutti come ladri, che da la colpa dei recenti suicidi allo Stato, che vuole "spazzare via" tutti i partiti etc etc, ha dalla sua tutti gli elementi per far crescere sentimenti capaci di alimentare e creare le stesse condizioni che hanno poi creato quel fenomeno meglio noto come diciannovismo. Certo, la colpa é anche dei partiti, e finché non nascerà una seria discussione su come riformare e riorganizzare il sistema democratico e le sue distorsioni, forse difficilmente riusciremo ad arginare il violento vento antipolitico che ormai respiriamo da un bel po' di anni. Più di uno storico ha detto che Mussolini aveva semplicemente pigiato i tasti giusti, ora, magari non sarà Grillo, ma se continuiamo ad agitare le braccia e a contrapporre i cittadini alle istituzioni, come fa il comico genovese, beh, le condizioni per un pericoloso vuoto politico ed istituzionale ci sono tutte.

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