L'equilibrista internazionale
17 Aprile Apr 2012 1307 17 aprile 2012

Il golpe in Mali e la ribellione tuareg

I recenti attacchi del Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad (MNLA) all’unità territoriale del Mali, hanno provocato la destituzione del Presidente Amadou Toumani Touré da parte di alcuni ufficiali delle forze armate. Le conseguenze del cambio di amministrazione potrebbero ripercuotersi sulla tornata elettorale fissata per il 29 aprile. Il perdurare dell’incertezza politica desta la preoccupazione della comunità internazionale, la quale vede una possibilità per Al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQMI) di estendere la sua influenza nel Sahel.

L’accordo stipulato tra la giunta militare e le forze politiche con la mediazione dell’ECOWAS ha permesso di superare la crisi politica scaturita dal golpe. Secondariamente è stato evitato il blocco degli aiuti internazionali fondamentali per l’economia del Paese africano. Nonostante le elezioni siano state rimandate, la volontà di organizzarle il prima possibile è un ulteriore passo verso la democrazia compiuto dal Mali.

Lo Stato africano si trova a dover fronteggiare due problemi. In primis l’elevato numero di profughi causato dagli scontri nell’Azawad. Per ridurre il dramma umano occorrerebbe incrementare gli aiuti umanitari delle organizzazioni internazionali. La scarsità degli interventi è dovuto alla paura dei rapimenti; se l’esercito maliano riuscisse a stabilire vie sicure per i soccorritori, si ridurrebbe il numero di sequestri e si riuscirebbe ad assistere i rifugiati.

Il secondo problema riguarda la ribellione nel Nord del Paese. Il Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad è insorto per il rifiuto di Tourè ad attuare gli accordi di Algeri del 2006, i quali prevedevano la modernizzazione dell’Azawad in cambio della rinuncia dei Tuareg a chiedere l’autonomia. Approfittando della scarsità di mezzi dell’esercito regolare e dell’instabilità politica successiva al golpe, il MNLA è riuscito a conquistare ampi porzioni di territorio. Il movimento maliano, prendendo le distanze da Al-Qaeda nel Maghreb islamico, ha tuttavia attutito la preoccupazione della comunità internazionale per una possibile diffusione dell’integralismo islamico nel Sahel.

La salvaguardia dell’integrità territoriale maliana è ritenuta fondamentale per la stipula di qualsiasi accordo da parte di Bamako. Qualora una controffensiva militare dovesse fallire, si potrebbe puntare sulla realizzazione del patto di Algeri, incentrato su riforme socio-economiche che favoriscano gli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell’istruzione e nella lotta alla desertificazione del Sahel.

Alex Scalvini, Equilibri.net

Articolo tratto da Equilibri.net. Articolo completo al link:
http://www.equilibri.net/nuovo/articolo/mali-il-golpe-dopo-la-ribellione-tuareg

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