Il tallone d’Achille – Reportage di quattro italiani in Grecia
18 Aprile Apr 2012 1406 18 aprile 2012

La Grecia che è in noi

Nasce un nuovo blog Linkiesta, che seguirà il viaggio in Grecia di quattro collaboratori del sito. Da Salonicco con il suo movimento delle patate agli hippy di Samothraki, dal crocevia dell'immigrazione, Edirne, all' Atene dei gruppi anarchici, delle manifestazioni del primo Maggio e dei candidati alla presidenza, Marco, Nicolò, Ludovico e Guido analizzeranno in prima persona la situazione economica, sociale e politica del paese alla vigilia delle importanti elezioni di Maggio. Attraverso un metodo partecipativo, aperto al contributo personale e telematico, diretto e indiretto, dei lettori, racconteranno le storie di un paese che sembra essere divenuto il tallone d'Achille del processo di integrazione europeo.

E’ forse il significato di tutte le cose, che sfuggano. Che non si faccia in tempo ad assegnare loro una forma, a inserirle nel confuso puzzle dei nostri quotidiani sforzi di comprensione, e quelle già sono cambiate, già si sentono strette e reclamano uno spazio diverso, e ci costringono a rinnovare le nostre fatiche di piccole formichine alle prese con l’immane compito di dare un senso all’assoluto che ci circonda.

Cosa c’entra tutto questo con un blog sulla crisi greca? Guardiamoci qualche anno fa, e guardiamoci ora.

Non è passato molto tempo da quando si celebrava l’Unione Europea come il più ambizioso processo di unificazione pacifica di popoli e identità mai sperimentato nella storia. Del successo europeista la Grecia si faceva bandiera, con il suo crescente benessere economico e la sua efficace transizione democratica dopo la dittatura dei colonnelli, e ci raccontavamo che impossibile is nothing mentre vedevamo i greci riversarsi nelle piazze di Atene per festeggiare una nazionale di calcio salita sul tetto d’Europa in una notte portoghese dell’agosto del 2004, grazie a un allenatore tedesco che giocava all’italiana, tutto cuore e catenaccio.

Oggi, quelle stesse piazze raccolgono le proteste di un popolo allo stremo dopo cinque anni di recessione, cinque pacchetti di politiche di austerità, due salvataggi internazionali e un fallimento ordinato del Paese. Sono passati solo pochi giorni da quando un uomo di settantasette anni si è suicidato in piazza Syntagma, davanti al Parlamento, scrivendo di non avere “altra soluzione rispetto a questa dignitosa fine della mia vita, per non dovermi trovare a raccattare dai rifiuti i mezzi per sopravvivere”. Poche ore prima, sulla stessa latitudine ma al di là dell’Adriatico, una pensionata italiana si era gettata dal balcone dopo aver ricevuto una pensione alleggeritasi del 25%.

La parola “Grecia” si è abbattuta sul dibattito pubblico di tutta l’Europa con la forza di un moderno babau, a volte pedagogicamente, altre volte a richiamare una possibilità continuamente dietro l’angolo, altre ancora uno stigma.

Eppure, con i mercati che non danno tregua ai titoli di tutta Europa, si fa sempre più palpabile il sospetto che la parola “Grecia” esprima qualche cosa, di profondo e di vero, su ognuno di noi.

Che cos’è la Grecia veramente, allora?

Per capire, occorre vederla, e questo è quello che faremo dal 25 Aprile al 2 Maggio, alla vigilia delle elezioni politiche che daranno al Paese un nuovo governo.

Ponendoci dubbi e domande tenteremo di creare, nella temporanea vita di questo blog, il luogo adatto ad una rivisitazione della storia recente nonché dell’attualità della Grecia e, con essa, di tutta l’Europa. Il frutto di questo sforzo, ambizioso ma necessario, sarà un e-book che sarà reso disponibile nel periodo post-elettorale.

La nostra avventura, se così possiamo chiamarla, la intraprenderemo con pochi mezzi e tanto entusiasmo. Lo intraprenderemo, soprattutto, con la speranza che voi, cari lettori, ci possiate aiutare a rendere questa esperienza un’esperienza condivisa.

L’idea, infatti, è quella di organizzare il nostro reportage greco attorno a un principio e a un piano che sia frutto di una partecipazione collettiva – della quale i nostri articoli, le macchine fotografiche, i biglietti Ryanair e la Peugeot 206 che abbiamo già affittato sarebbero semplici strumenti e casse di propagazione.

Qui a fianco trovate la nostra email, qui sotto lo spazio dei commenti. Attraverso questi ci piacerebbe, durante le tre settimane che ci separano dalla partenza, ricevere il numero maggiore di feedback, proposte su luoghi da visitare, storie da raccontare, persone da incontrare. Anche insulti, eventualmente.

Se siete in Italia, scriveteci. Se siete in Grecia, incontriamoci!

Tutte le vostre proposte ci saranno utilissime per realizzare l’obiettivo di questo blog: indagare la Grecia, sì, ma un po’, o forse soprattutto, indagare noi stessi.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook