Capitalismo e salame
18 Aprile Apr 2012 1010 18 aprile 2012

Nella fattoria degli animali della nostra società siete cani o lepri?

Ore 9:00, biblioteca, Milano. Stavo giusto per iniziare il capitolo 5 della mia tesi di laurea (da consegnare entro giovedì 26) e tra le varie email ne noto una particolare. Mi scrive mia nonna, classe 42, e l’email è intitolata «capitalismo e salame». La mia cara nonna mi pone una domanda, che esige una risposta collettiva non necessariamente condivisa, di tutti i lettori de Linkiesta:

«C’è un detto che dice: lo sai perché la lepre corre più veloce del cane? la lepre corre in proprio, mentre il cane corre per il padrone».

Il capitalismo è la lepre che corre in proprio, va avanti. Non è lento e crea progresso. Però si corre il rischio che agisca solo per il proprio interesse e quindi affinché il capitalismo non corra troppo e vada fuori strada deve essere controllato, e ciò in uno stato libero si può fare (sindacato ecc.).
Il cane corre per il padrone. Il cane rappresenta il popolo. Un’economia organizzata solo dallo Stato all’inizio potrebbe essere equa, poi diventa lenta, spoglia, senza iniziative e senza ideali. Questo perché il popolo non è libero nelle sue iniziative. Diventa apatico e la creatività è soffocata. Il popolo ha un reddito standardizzato ma chi organizza – i burocrati della politica – sono sempre più ricchi e il popolo diventa sempre più scontento.

Cos’è meglio la lepre o il cane?»

Non so come ciò, sia potuto venire in mente alla mia ingegnosa nonna, ma sicuramente le faccio i miei complimenti. Grazie cara nonna Bice.

Cari lettori, a voi la risposta.

Una muta di cani durante una battuta di caccia

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