Saro Capozzoli
Bussola cinese
20 Aprile Apr 2012 0917 20 aprile 2012

La Cina e gli spauracchi duri a morire!

Leggo l’articolo sulla FIAT in Cina e i piani per la produzione della nuova Viaggio e non posso trattenermi nel dire la mia.

http://www.linkiesta.it/cina-fiat-viaggio

Nell’articolo ci sono numerose imprecisioni e traspare ancora una volta una percezione errata e deviata sulla situazione in Cina. Si sposa ancora il sinonimo: produzione in Cina = perdita di posti di lavoro in Italia! E questo è inaccettabile perchè non è così, specie nel settore automotive!

La Cina arriverà a produrre 40 milioni di automobili da qui al 2020 e già ora si producono più auto che negli Stati Uniti!

Dire che produrre auto in Cina pone a rischio l’occupazione in Italia è falso e deviante, sbagliato!

La Volkswagen produce più di 2 milioni di automobili in Cina, quasi tutte vendute in Cina o nei mercati limitrofi come l’Australia, difficilmente raggiungibili dall’Europa.

Nonostante questo, la VW produce negli stabilimenti tedeschi 5 milioni di automobili e paga più del doppio rispetto l'Italia i propri lavoratori. E' quindi un problema dei salari degli operai o della gestione e delle strategie adottate?

Anche l’indotto tedesco beneficia della Cina. Invece di licenziare gli ordinativi cresceno e si assume, sulla scia degli ordinativi che provengono dall'Asia.

La stessa General Motors produce più auto in Cina che negli Stati Uniti ed è grazie al mercato cinese che ha tenuto i conti e i posti di lavoro negli USA.

Allora, dove sta il rischio Cina?

È come sempre la strategia commerciale della FIAT che non mi torna e non capisco.

Si inventano un modello, la Viaggio, che molto probabilmente non andrà bene per il mercato cinese, come è successo con la Palio, la Siena che si ricordano ancora come il maggiore fallimento di modelli stranieri in Cina!

Invece di puntare su modelli che i produttori e analisti cinesi stessi giudicano strategici e ben voluti come quelli dell’Alfa Romeo e della Lancia (sportivi, accattivanti, veloci etc. come piaciono ai cinesi), Marchionne e i managers locali della Fiat non si smentiscono e continuano a non ascoltare il mercato, ed impongono modelli che a tavolino potrebbero piacere, ma nella realtà vanno a competere con modelli cinesi già esistenti e più competitivi.

Dove sono i veri industriali e le visioni strategiche costruite sui mercati e non su dove conviene di più produrre imponendo modelli già perdenti in partenza?

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