A mente fredda
21 Aprile Apr 2012 2235 21 aprile 2012

Il MoVimento 5 Stelle? L'unico antidoto è prenderlo sul serio

Negli ultimi giorni sono circolate tante opinioni sul MoVimento 5 Stelle, che se non avesse fatto il botto prima lo farà sicuramente dopo tutta questa campagna dei media per capire cos'è; leggendo qua e là ho iniziato a maturare anch'io una riflessione. In particolare, tante sono le contraddizioni che spesso sono state messe in evidenza: dall'assenza di gerarchie di diritto che sta producendo gerarchie di fatto, al ruolo opaco di chi non ha nessuna carica e per questo è nella posizione migliore per dettare legge senza che qualcuno possa sfiduciarlo, alla difficoltà a scegliere tra una condanna senza appello della classe politica italiana (con conseguente riferimento ai modelli civici esteri per uscire dal pantano) e quella delle "multinazionali" e dei "poteri forti globali" che se sono tali non dovrebbero rendere le cose difficili solo qui, fino al tentativo continuo di far passare (proprio come si accusa di fare qualcun altro) per soluzioni "tecniche", prive di orientamento perché di immediata condivisione e di semplice ottimizzazione quelle che in realtà hanno alle spalle precisi disegni tutt'altro che unanimemente apprezzati come la storia della "decrescita", il culto del green, la sovversione dei meccanismi economici standard. Ma mi sembra che ve ne sia una che le racchiude tutte, e che si dimostra particolarmente delicata proprio ora che il movimento sta facendo strada.

In poche parole, finora, i rappresentanti amministrativi del M5S si sono comportati (nei migliori dei casi) come gli esponenti impegnati e appassionati di liste civiche. Liste civiche vere, intendo, quelle che nella regione da cui provengo, il Piemonte, spesso hanno discreto successo nei centri urbani di medie dimensioni, non quei simboli-civetta che rimpinguano le coalizioni con qualche capobastone o le confraternite di amiconi che si candidano una volta per prendere 50 voti e poi sparire. Infatti hanno agito sul territorio, prestando attenzione ai suoi problemi specifici presentando progetti spesso di buon senso, utili e tecnicamente realizzabili. Tutto questo, dicevo, come altre liste civiche che in sede amministrativa hanno avuto i loro numeri hanno già provato a fare, ma con dalla loro parte una grancassa mediatica nazionale che, con molto mestiere, ha fatto apparire questi tentativi di buona amministrazione come una rivoluzione copernicana del modo di intendere la politica.

Il problema è, appunto, che tutto questo va bene in una dimensione politica che, nel corso del tempo, accortamente, si è sempre pervicacemente e programmaticamente cercato di mantenere locale. La scusa che quei livelli amministrativi fossero "più vicini ai cittadini" ha sempre coperto in realtà il fatto che, da chi fa della sua dimensione di elezione il lavoro in consiglio comunale, provinciale o regionale, non si può pretendere un'opinione netta e immediatamente operativa sulle questioni nazionali e internazionali. Una lista civica si occupa di coibentazione dell'asfalto, di aree verdi, di potenziamento dei mezzi pubblici, poi può avere qualche defaillance sullo ius soli, o cedere a qualche tic complottista sul debito e lo spread.

Insomma, finora il M5S ha potuto godere dell'indulgenza che si può accordare a una rete disarticolata di liste civiche nella valutazione del lavoro svolto e dei progetti complessivi, unendolo al vantaggio di una visibilità mediatica assai superiore anche di quanto ammesso dai suoi (informali) vertici, visto che con l'andare del tempo non solo l'attenzione "neutrale" o supposta tale, ma anche le voci "non nemiche" stanno aumentando proporzionalmente al probabile successo elettorale.

Ma tra breve questo non sarà più possibile. Se davvero le urne confermeranno i risultati dei sondaggi, il M5S diventerà un soggetto politico di peso nazionale, e non potrà più nascondersi dietro un dito. Già adesso quella che molti interpretano come "persecuzione mediatica" da parte della "vecchia politica" impaurita non è che la legittima richiesta di scoprire le carte in tavola, con prese di posizione chiare su problemi di livello più ampio di quello amministrativo, con lo scioglimento di tutte le ambiguità linguistiche con cui si sono tenute insieme capre e cavoli, con la presentazione di una squadra dirigente di riferimento con cui interloquire, ecc. Ed è solo l'inizio: se alle politiche del 2013 il M5S porta in parlamento 20-25 deputati, cosa pensa di fare? Per una forza che nasce "dal basso", e in cui quindi si ritiene legittimamente fondamentale "portare a casa risultati", si potrà continuare con l'atteggiamento antisistemico che, a livello parlamentare, significa soffocamento lento e doloroso? E se qualcuno proverà a trovare sponde su problemi concreti arriverà anche in quel caso un blog post di scomunica? Ci si accontenterà davvero di andare in Parlamento a sbraitare di default e di poteri forti? Perché allora qualche elettore, che voleva votare per la concretezza di provvedimenti seri e di immediata utilità, comincerà a chiedersi perché non arrivano. E tanto per fare un esempio concreto: da tempo il blog di riferimento del M5S inneggia a un costo della benzina di 10 euro al litro, così da obbligare consumatori e aziende a investire sui bassi consumi e sulle energie alternative per i trasporti; gli effetti recessivi di una benzina che non è ancora a un quinto di quel valore come si intendono affrontare?

In conclusione, se davvero il M5S riuscirà a consolidare la sua presenza nel panorama politico nazionale, potrà farlo sotto una veste completamente diversa da quella che si è tessuto finora, smettendo completamente i suoi elementi deteriori e inserendosi costruttivamente e senza preclusioni in un dibattito pubblico che, sono io il primo a dirlo, ha bisogno di aria nuova e di forze fresche. Sarà sicuramente un processo travagliato, che probabilmente porterà il movimento a tagliare il "cordone ombelicale" con la personalità che lo ha generato o almeno a ridimensionare i rapporti. Ma se succederà forse sarà un bene, per l'Italia e per tutti: al suo interno vi sono anche persone forse un po' ingenue, ma di una certa competenza e di buone capacità organizzative, e se l'esperienza del M5S riuscirà alla fine a portare alla ribalta qualche esponente di una nuova generazione di intellettuali di gestione, sarà comunque un guadagno. A noi, a cui il M5S così com'è non piace e lascia anche piuttosto sospettosi, sta il compito di incalzare i suoi esponenti senza sconti, prenderli sul serio, di fare la parte dell'ostacolo in quel processo di maturazione che, si spera, li porterà ad essere effettivamente la forza a tutto tondo responsabile che ancora non sono. Se non se ne dimostreranno adatti, non c'è problema: certe cose reggono un po', e poi si sgonfiano.

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