Il tallone d’Achille – Reportage di quattro italiani in Grecia
21 Aprile Apr 2012 1524 21 aprile 2012

Le elezioni greche: i principali candidati e le domande da porre

Domenica 6 Maggio si svolgeranno le elezioni in Grecia, che daranno un nuovo governo al Paese, oggi guidato da Lucas Papademos, professore di Harvard ed ex vice-presidente della BCE. Il risultato elettorale determinerà l’orientamento nazionale riguardo le politiche richieste alla Grecia dalla troika di creditori internazionali ed è quindi atteso con estrema attenzione da tutta l'Europa. Ma qual è lo stato del dibattito politico nazionale?

Una volta in Grecia, cercheremo di incontrare svariati esponenti politici, parlamentari ed extraparlamentari, allo scopo di riportare il più ampiamente possibile quali sono le idee, e il clima che attraversa la Nazione. Qui sotto potete trovare la lista dei cinque principali candidati e le loro principali posizioni politiche.

  • Il PASOK, appartenente al raggruppamento socialista europeo, candida Evangelos Venizelos, ministro delle Finanze e gran negoziatore europeo fino al marzo scorso, prima di divenire presidente del partito e candidato premier. Si tratta di una candidatura istituzionale di alto profilo, che tradisce il tenativo del partito di presentarsi come una “forza di serietà e responsabilità” puntando su parole chiave come “stabilità”, “sicurezza”, “solidarietà”, “coesione” e “crescita”. Il programma del PASOK comprende la lotta all’evasione e la riduzione dell’economia sommersa attraverso un rinnovamento del sistema fiscale, tagli sui costi della macchina pubblica che non contemplino ulteriori tagli trasversali su salari, pensioni e indennità (ma in questo senso si parla di “razionalizzazione della spesa sociale”). Allo stesso tempo, l’obiettivo di rafforzare la competitività vuole essere ottenuto attraverso la riduzione del costo del lavoro, la liberalizzazione delle professioni, lo snellimento burocratico e il supporto all’imprenditoria anche attraverso la privatizzazione del patrimonio pubblico e la ricapitalizzazione del sistema bancario.
  • ND, Nuova Democrazia, il principale partito di centrodestra, candida Antonis Samaras, economista ed ex ministro. Samaras ha negli ultimi giorni stupito molti commentatori, rifiutando pubblicamente quelle che rimane ancora l’ipotesi più probabile e maggiormente gradita all’Unione Europea, ossia un accordo PASOK-ND per un governo di coalizione. E’ evidente, dunque, che Samaras tenta di portare ND a essere il primo partito della nazione e lo fa tentando di intercettare il cosiddetto "voto di protesta". Pochi giorni fa, ha infatti dichiarato di voler rinegoziare i termini del secondo pacchetto di salvataggio da 173 miliardi della troika e di voler bloccare i 150.000 licenziamenti nel settore pubblico previsti per i prossimi tre anni. Samaras si dichiara favorevole a ulteriori passi verso l’integrazione europea, ma dichiara che le attuali politiche sono “anti-greche” e “anti-europeiste”, poiché incapaci di generare ritorni dai tagli fiscali, dunque esponendo la Grecia a ulteriori rischi sistemici. Samaras vede dunque di buon occhio bond emessi dall’eurozona nel suo complesso e un più organico ruolo della BCE nel sostenere i titoli dei paesi in difficoltà. Quanto ci sia di pura campagna elettorale in questo atteggiamento è difficile stabilirlo precisamente, rimane da considerare che queste dichiarazioni giungono dal leader politico di un partito che si trova attualmente nella maggioranza di governo e ha votato a favore dei recenti pacchetti di austerity. Samaras enfatizza i toni anche perché, secondo le ultime indiscrezioni, il PASOK ha messo il veto sulla sua premiership, in caso di governo di coalizione con stretti margini, puntando invece su Stavros Dimas, politico ed economista di ND ben visto dalla troika.
  • Il KKE, partito comunista greco, candida invece Aleka Papariga, segretario generale del partito da oltre vent’anni. Il KKE è fortemente critico verso le misure implementate per ridurre il costo del lavoro e le spese sociali e supporta misure radicali per combattere la disoccupazione e raggiungere il pieno impiego attraverso “assunzioni di massa nei settori legati alle infrastrutture sociali, ai lavori pubblici, all’educazione a alla sanità”. Il finanziamento di queste misure, secondo Papariga, dovrebbe giungere attraverso la nazionalizzazione dei monopoli e la cancellazione unilaterale del debito, a costo di uscire dalla stessa Unione Europea.
  • SYRIZA, membro dello European Left Party, è invece un partito di coalizione che comprende ex maoisti ed “eurocomunisti”, ma anche molti fuoriusciti dalla schiera più a sinistra del PASOK. Il suo candidato, Alexis Tsipras, individua la crisi attuale come una crisi del capitalismo e del modello di sviluppo neoliberista e dichiara le politiche desiderate da Syriza come incompatibili con l’adesione alla NATO e al Patto di Stabilità europeo. Tsipras propone un programma diretto per la creazione di 100.000 nuovi posti di lavoro nel settore pubblico, l’adozione delle 35 ore e una fortissima riduzione del diritto al licenziamento. Inoltre, parità di salario per donne e uomini, congedo parentale per due anni nel settore pubblico e privato senza perdita di diritti retributivi e della pensione. SYRIZA è fortemente contrario ai tagli nel settore sociale e si dichiara pronto a difendere i redditi da lavoro e a sostenere l’istruzione pubblica gratuita, la ricerca e le arti.
  • Il LAOS rappresenta invece il partito all’estrema destra dello schieramento politico greco e candida Georgios Karatzaferis, fondatore del movimento nel 2000, dopo la sua espulsione da Nuova Democrazia. Dopo aver inizialmente sostenuto il governo Papademos, Karatzaferis è uscito dalla coalizione a metà Febbraio scorso, espellendo l’unico membro LAOS del governo, che aveva sostenuto il pacchetto di aiuti internazionale. LAOS dichiara obsoleta la distinzione tra destra e sinitra e traccia la nuova linea di demarcazione politica tra contrari e favorevoli alla globalizzazione. Tuttavia, oltre a un netto no al memorandum firmato tra il governo e la troika, Karatzaferis si caratterizza per tutta una serie di altre proposte, tra cui il diritto “non negoziabile” alle armi da fuoco per i cittadini greci, una forte stretta sull’immigrazione e l’istituzione di una valuta greca, complementare all’euro.

Esistono poi quattro altri partiti, di cui parleremo nelle prossime ore. Nel frattempo, stiamo contattando i vari portavoce dei candidati per richiedere la possibilità di intervistarli durante il nostro soggiorno. Che cosa vorreste chiedergli? Cosa vi incuriosisce? Che cosa pensate ci sia, di buono o sbagliato, nelle loro proposte? Scriveteci, e noi gireremo le vostre domande!

(Nicolò)

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook